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| Nel numero di dicembre 2004 (1) di Human Reproduction abbiamo pubblicato uno studio, con il quale abbiamo dimostrato che le donne affette da endometriosi hanno un più alto rischio di soffrire di emicrania. I risultati preliminari di questa ricerca sono stati presentati al congresso annuale dell’American Society for Reproductive Medicine, che si è svolto a Filadelfia nell’ottobre 2004. Il nostro gruppo di ricerca ha preso in esame 133 pazienti affette da endometriosi ed un gruppo di controllo composto da 166 donne; tutte queste donne sono state sottoposte a laparoscopie per la diagnosi ed il trattamento di cisti ovariche, neoplasie uterine benigne, dolore pelvico ed infertilità. Tutte le pazienti, che hanno riferito di aver avuto almeno un attacco di cefalea nell’ultimo anno, sono state visitate da un neurologo specialista in cefalea che ha diagnosticato e classificato la cefalea secondo i criteri proposti nel 1988 dall’International Headache Society (IHS) (2). Nella nostra popolazione, un terzo delle pazienti affette da endometriosi lamentava emicrania (e più del 13% riferiva la presenza di aura prima dell’insorgere della cefalea); tale prevalenza dell’emicrania è risultata significativamente maggiore rispetto a quella osservata nel gruppo di controllo, in cui solo il 15% dei soggetti lamentava emicrania. Le pazienti affette da endometriosi non hanno attacchi più frequenti o dolore più intenso rispetto al gruppo di controllo con emicrania ed, e l’intensità dei sintomi non è correlata alla severità dell’endometriosi. Le pazienti affette da endometriosi hanno riferito un’età più precoce d’insorgenza dell’emicrania rispetto ai controlli, 16,4 anni contro i 21,9 anni. È stimato che il 5% delle donne in età riproduttiva sia affetto da endometriosi e che, Europa e negli Stati Uniti, una percentuale compresa tra il 15% ed il 19% delle donne in questo gruppo di età soffra di emicrania. Alla luce dei dati emersi dal nostro studio, circa 2 su 100 donne in età riproduttiva potrebbero essere affette da entrambe queste condizioni morbose. Dai dati del nostro studio emergono alcune considerazioni. Le donne affette da emicrania spesso non si rivolgono allo specialista più appropriato; è stato, ad esempio, riportato che più di 4 su 5 pazienti che si sono rivolte ad un medico per i loro attacchi di cefalea non si sono rivolte ad un neurologo o ad uno specialista in cefalea. Invece, si sono affidate al loro medico di base o al loro ginecologo. Nel nostro studio circa il 27% delle donne affette da endometriosi ed il 24% dei controlli è stato visitato da uno specialista in cefalea e questo basso tasso di diagnosi di emicrania ha avuto come risultato bassi tassi di ricorso a trattamenti specialistici. L’aumentata incidenza di emicrania nelle donne con endometriosi è stata successivamente confermata da uno studio condotto nel Medical College dell’Ohio, negli Stati Uniti (3). Tutti i ginecologi dovrebbero sempre chiedere alle loro pazienti con endometriosi nota o sospetta se soffrono di cefalea. Se tale patologia è presente, dovrebbe essere fortemente consigliata una valutazione da parte di un neurologo. Quando endometriosi ed emicrania sono contemporaneamente presenti, ciascuna condizione morbosa esercita un significativo effetto negativo sulla qualità della vita della donna. Con una diagnosi ed una terapia adeguate si possono ridurre notevolmente il dolore ed i sintomi associati all’emicrania. Si sa che l’emicrania, ed in particolare l’emicrania con aura, è un fattore di rischio per insorgenza di ischemia cerebrale in donne in età riproduttiva. Sebbene il rischio assoluto di ictus sia estremamente basso, è importante che le donne affette da endometriosi in terapia ormonale siano studiate per quanto riguarda l’emicrania e la diagnosi dovrebbe essere posta da uno specialista in cefalea. Se l’emicrania si sviluppa o aumenta durante la terapia stessa, può essere prudente cambiare la terapia ormonale. Fonte: Dott. S. Ferrero |
| Bibliografia |
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1. Ferrero S, Pretta S, Bertoldi S, Anserini P, Remorgida V, Del Sette M, Gandolfo C, Ragni N. Increased frequency of migraine among women with endometriosis. Hum Reprod 2004;19:2927-2932.
2. Headache Classification Committee of the International Headache Society. Classification and diagnostic criteria for headache disorders, cranial neuralgias and facial pain. Cephalalgia 1988;8:1-96.
3. Tietjen GE, Conway A, Utley C, Gunning WT, Herial NA. Migraine is associated with menorrhagia and endometriosis. Headache 2006;46:422-428.
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.:.*.scritto il giovedì, 05 novembre 2009.*.:. alle novembre 05, 2009 17:07.*.:.
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.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il lunedì, 19 ottobre 2009.*.:. alle ottobre 19, 2009 09:00.*.:.
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Vorremmo segnalarvi un'iniziativa dell'Associazione Il Cestodiciliege per una raccolta firme contro le visite fiscali per i malati di cancro.
Vi rimandiamo al blog del Cesto per leggere i dettagli http://ilcestodiciliege.splinder.com/post/20106389/RACCOLTA+DI+FIRME+PER+ABOLIRE
sul sito www.ilcestodiciliege.it è possibile scaricare il modulo per la raccolta firme che scadrà il 30 aprile.
Le donne del cesto sono persone in gamba che ho avuto il piacere di conoscere personalmente e stanno facendo un ottimo lavoro!!!
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Ora vorrei augurare buon week and a tutti con una bellissima notizia...diamo il nostro caloroso benvenuto al piccolo Federico!!!! un grosso abbraccio da tutte noi a te alla tua mamma e al tuo papà!!!!
Je
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.:.*.scritto il venerdì, 03 aprile 2009.*.:. alle aprile 03, 2009 12:33.*.:.
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I "PROBIOTICI" PER LA "STAGIONE DELL'ANTIBIOTICO"
(AGI) Cala la temperatura, salgono i rischi di bronchiti, otiti e di tutte le altre infezioni batteriche tipiche della stagione invernale. E inizia l'impiego massiccio di antibiotici, spesso assunti anche quando non servono, ovvero in caso di infezioni di natura virale. Secondo l'OsMed (Osservatorio Nazionale sull'impiego dei medicinali), con il suo ultimo Rapporto Nazionale sull'uso dei farmaci, proprio gli antibiotici sono al quinto posto tra le classi di farmaci piu' frequentemente assunte dagli italiani. L'antibiotico, rivelano i dati del Rapporto OsMed, e' un farmaco stagionale, il picco dei consumi si raggiunge all'arrivo delle stagioni piu' fredde. E' infatti con l'arrivo dei malanni invernali che aumenta il numero di prescrizioni. E, purtroppo, salgono anche i casi di diarrea legata ad antibiotico e, piu' in generale, di alterazioni della flora batterica intestinale dovute all'attivita' di questi farmaci sui batteri presenti nel tubo digerente. Secondo gli esperti, la prima regola e' assumere gli antibiotici solo quando necessario. "Deve essere il medico a decidere se iniziare una terapia antibiotica - afferma la professoressa Anna Tagliabue, docente di Nutrizione Umana presso l'Universita' di Pavia - in particolare nelle forme influenzali, che sono di origine virale, non e' quasi mai necessario ricorrere a questi farmaci se non in caso di complicanze". A sottolineare la necessita' di non abusare di antibiotici ci sono anche le recenti Linee Guida dell'Istituto Superiore di Sanita' sulle sindromi influenzali, secondo cui il loro impiego puo' essere anche dannoso esponendo a inutili rischi come nausea e diarrea e favorendo il fenomeno della resistenza. Quando pero' l'antibiotico serve per distruggere i batteri e' importante ridurre al minimo il rischio di effetti indesiderati, come la diarrea, maggiormente frequente nei pazienti che hanno le difese immunitarie deboli come bambini e anziani. Questo problema, piu' comune in ospedale, si manifesta in genere al termine dell'assunzione degli antibiotici. Attraverso un'alimentazione "probiotica", cioe' una la dieta arricchita con probiotici, e' stato dimostrato quanto sia efficace nel ridurre il rischio di diarrea da antibiotico. "Un recente lavoro comparso sul British Medical Journal ha dimostrato, su una popolazione di over 50, una significativa riduzione della diarrea se il latte fermentato con probiotici (Lactobacillus casei DN-114001, Streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus) viene consumato sia durante, che dopo il periodo di assunzione di antibiotici, sostiene la professoressa Tagliabue. L'aggiunta di un latte fermentato con probiotici - di cui sia documentata l'efficacia - nella riduzione del rischio di diarrea da antibiotici ha un duplice ruolo: salvaguardare l'equilibrio intestinale e le possibili complicanze gastrointestinali, ma anche mantenere un apporto di nutrienti del latte in una forma maggiormente assimilabile, poiche' la presenza di fermenti lattici rende digeribile lo zucchero del latte (lattosio). "In caso di malattia infettiva febbrile trattata con antibiotici sara', inoltre, opportuno scegliere alimenti facilmente digeribili e graditi dando la preferenza a spremute e frullati di frutta fresca o verdura ricchi di vitamine e di liquidi, carni magre e pesce cucinate con pochi grassi, pasta o riso condite con olio e parmigiano. Anche qualche dolce semplice (senza creme o cioccolato) puo' essere concesso per aiutare a mantenere un buon apporto calorico. E' meglio ridurre temporaneamente alimenti integrali e legumi che essendo ricchi di fibra possono favorire disturbi intestinali" aggiunge la professoressa Tagliabue. Qual e' l'origine della diarrea da antibiotici? "Gli antibiotici - spiega il prof. Lorenzo Morelli, Microbiologo dell'Universita' di Piacenza - contrastano l'azione patogena di uno spettro piu' o meno ampio di batteri.
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.:.*.scritto il martedì, 11 novembre 2008.*.:. alle novembre 11, 2008 15:51.*.:.
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.:.*.scritto il lunedì, 20 ottobre 2008.*.:. alle ottobre 20, 2008 09:22.*.:.
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Il Pap Test è un esame molto affidabile per evidenziare la presenza di "possibili" alterazioni del tessuto del collo dell'utero ( cervice uterina ).
La conferma però della reale presenza di alterazioni e la sicura individuazione del tipo di alterazione sono fornite unicamente dall'effettuazione di ulteriori accertamenti: COLPOSCOPIA ed eventualmente BIOPSIA. Rarissimamente un tumore del collo dell'utero può insorgere dopo un pap-test negativo.
L'invito ad eseguire questi esami di approfondimento può comprensibilmente far insorgere alcune preoccupazioni. E' dunque importante sapere che qualora si confermassero le alterazioni già sospettate o riscontrate dal pap-test,queste si riferiscono,nella grande laggioranza dei casi,a Infiammazioni o Lesioni pre-tumorali,per risolvere le quali è sufficiente eseguire controlli periodici,oppure sottoporsi a cure ambulatoriali.
CHE COS'E' UN PAP-TEST ANORMALE
Il pap-test risulta "anormale" quando la lettura del vetrino "striscio" mostra la presenza di cellule alterate.
Le possibili alterazioni delle cellule sono evidenziate al microscopio e descritte nel referto secondo la classificazione internazionale in uso
Fonte: Assessorato alla Sanità Emilia Romagna
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.:.*.scritto il giovedì, 02 ottobre 2008.*.:. alle ottobre 02, 2008 11:07.*.:.
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La candida è un'infezione ginecologica molto diffusa,ecco alcuni consigli per una dieta che può essere d'aiuto ma che ovviamente non sostituisce la terapia medica.Ognuno può seguirla come se la sente, l'importante è capire i cibi che possono far peggiore l'infezione da candida e l'importanza enorme di assumere fermenti lattici che tengono in equilibrio la flora intestinale.
DIETA PER INFEZIONE DA CANDIDA
Da evitare assolutamente
Tutti gli alimenti contenenti zucchero (miele, dolci, ecc.)
Tutti gli alimenti contenenti farina bianca (pasta, pane, toast, ecc.) prediligere farine integrali
Frutta dolce
Succhi di frutta preconfezionati
Coca Cola
Vini dolci
Dieta Disintossicante (i primi 15 giorni):
Colazione
Cracher integrali
Latte di soia o latte acido o Latte con spremuta di 1 limone
Pranzo:
Minestra di verdure
Carne: tacchino, gallina, vitello, agnello, manzo
Pesce: trota, luccio, sogliola, rombo, branzino
Pesce e carne da combinare sempre con verdura 1/3 carne o pesce – 2/3 verdura
Condimento: olio di oliva pressato a freddo
Contorno: carboidrati a rotazione: patate, mais, miglio
Cena
The a base di erbe
Cracker con ricotta o formaggi di pecora
Minestre di verdura
Dieta di mantenimento (fino a guarigione)
Colazione
Come sopra con l’aggiunta a piacere a seconda delle abitudini:
Pomodori o ravanelli
1 uovo (crudo o cotto)
Germi di soia
Marmellata senza zucchero
Avocado
Pranzo
1° piatto verdura di tutti i tipi
2° piatto carne o pesce come prima più carboidrati a rotazione come prima
Cena
: come sopra ed in aggiunta a piacere pane integrale con burro, patate, pollame e verdure::: .:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il mercoledì, 24 settembre 2008.*.:. alle settembre 24, 2008 08:49.*.:.
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Curiosità sull’intestino che (forse) non sapevi
Durante la digestione gli enzimi riducono gli zuccheri complessi, le proteine e i grassi nei loro costituenti elementari (glicidi, aminoacidi, gliceridi).
Con un pasto normale, lo svuotamento dello stomaco inizia dopo 20 minuti e termina in circa 2 ore. Questo tempo può raddoppiare se il pasto è ricco di grassi e di fritti.
Masticare accuratamente il cibo rende più facile lo svuotamento dello stomaco.
L’acido che si trova nello stomaco potrebbe sciogliere una moneta.
La parete interna dello stomaco è protetta da uno strato di cellule che forma
Per
La superficie interna dell’intestino tenue è talmente ripiegata che, se fosse distesa, potrebbe ricoprire un intero campo da tennis.
Un pasto ricco di carboidrati (come pasta, riso e pane) aumenta il livello di serotonina nel cervello, una sostanza che induce una sensazione di benessere e di sonnolenza.
Il gorgoglio di stomaco che si percepisce dopo i pasti è in realtà provocato dai movimenti di aria e liquido attraverso gli spazi vuoti dell’intestino.
I batteri sono così piccoli che dovremmo ingrandire la punta di un ago 3000 volte per vederne
I
Mettendo in fila uno dietro l’altro i microrganismi della microflora intestinale, si farebbe due volte il giro dell’equatore.
Fonte: Staibene
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.:.*.scritto il venerdì, 12 settembre 2008.*.:. alle settembre 12, 2008 09:14.*.:.
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AVVISO CHIUSURA ESTIVA
Vi informiamo che le nostre attività si fermeranno da:
LUNEDI’ 04 AGOSTO 2008
A DOMENICA 31 AGOSTO 2008 COMPRESI
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Lo staff dell’Associazione Endometriosi Augura a tutti Buone Vacanze!!!
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.:.*.scritto il lunedì, 28 luglio 2008.*.:. alle luglio 28, 2008 16:10.*.:.
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Da sapere
L'insonnia può essere presente a qualsiasi età come conseguenza di cause diverse, di natura biologica, psicologica o ambientale. Essa rappresenta un sintomo soggettivo di incapacità a dormire o di dormire in modo insoddisfacente.
L'insonnia può manifestarsi sotto forma di difficoltà ad addormentarsi, di risvegli frequenti durante la notte, di risveglio precoce al mattino o con la coesistenza dei tre sintomi nello stesso individuo. Inoltre può presentarsi nella forma di un sonno che, nonostante una durata adeguata, risulta poco ristoratore. Quest'ultima situazione è dovuta alla scarsa presenza delle fasi più profonde del sonno, oppure alla maggiore frequenza dei cosiddetti "microrisvegli" nel corso della notte (i microrisvegli sono comunque presenti fisiologicamente nel sonno non disturbato, dove insorgono spontaneamente durante la notte in un numero variabile da
In condizioni di sonno disturbato la struttura del sonno è più instabile e prevale la sensazione soggettiva di un sonno insufficiente. Non è pertanto la "quantità" del sonno che definisce o caratterizza l'insonnia ma la sua "qualità".
Diffusione
L'insonnia è un disturbo molto diffuso. Alla fine degli anni '70 negli Stati Uniti una percentuale dal 20 al 40 per cento della popolazione adulta aveva sofferto nell'arco di un anno di insonnia, che nel 17 per cento dei casi era ritenuta di gravità clinica tale da richiedere un intervento medico. Più recentemente a San Marino è stata rilevata una prevalenza/anno per i distrurbi del sonno di circa il 20 per cento negli adulti, con una maggiore frequenza nelle donne e negli anziani.
Sempre negli Stati Uniti è stato rilevato che il 26 per cento dei soggetti insonni riferisce occasionalmente il disturbo al proprio medico nel corso di una visita effettuata per altri motivi, mentre il 69 per cento non lo riferisce affatto.
Classificazione
Le insonnie si possono dividere in base a tre criteri:
In base alla causa si distinguono:
Insonnie situazionali, cioè causate da eventi o situazioni esterni all'individuo, presenti nell'ambiente in cui l'individuo cerca di dormire o legati al suo periodo di vita. Per esempio:
Insonnie non situazionali. Per esempio:
Secondo il periodo di insorgenza del disturbo abbiamo invece:
Infine, a seconda della durata, l'insonnia si divide in:
A cura di Matteo Balestrieri
Professore di Psichiatria, Università di Udine
e Cesario Bellantuono
Unità di Psicofarmacologia Clinica, Sezione di Psichiatria
Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica
Università di Verona
Il Pensiero Scientifico Editoriale
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.:.*.scritto il lunedì, 28 luglio 2008.*.:. alle luglio 28, 2008 10:40.*.:.
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Sterilità, un problema per una coppia su due
Secondo alcuni studi il 30% delle coppie italiane non riesce ad avere figli a distanza di due anni dal matrimonio. Ne ha parlato in un convegno a Roma Vincenzo Mirone, presidente della Società italiana di urologia. “Su 240 mila matrimoni che si celebrano ogni anno in Italia, 48 mila coppie scoprono di avere problemi di questo genere entro due anni e oltre 20 mila chiedono un consulto a uno specialista in infertilità". Quanto alle responsabilità Mirone dice: "Al contrario di come siamo abituati a pensare, nel 50% dei casi è l'uomo ad avere difficoltà nel concepimento”.
Tre volte su quattro la causa dell’infertilità maschile è poco accertabile ma ci sono dei fattori che possono costituire un rischio come il varicocele. Per risolverlo bisogna intervenire chirurgicamente entro i 40 anni. In questo causa ci sono probabilità del 75% di recuperare la propria fertilità. “L'esecuzione di un esame del liquido seminale in previsione di un figlio – dice Mirone – può evidenziare la presenza di alterazioni della fertilità, che se riconosciute precocemente, possono essere trattate con efficacia”.
Gli urologi hanno anche dato una serie di consigli per mantenere in salute l’apparato urogenitale. “Bere almeno un litro e mezzo d'acqua al giorno - dice Mirone - effettuare visite regolari nelle varie fasi della vita, consultare un urologo nel caso di perdite di urina, presenza di sangue in essa, o bruciore quando si va al bagno, adottare un dieta ricca di frutta e verdura e povera di grassi e cibi piccanti, sottoporsi dopo i 45 anni di età a esami del sangue per controllare Psa e testosterone, indicatori del rischio di tumore alla prostata, e fare sesso regolarmente, 'toccasana' per mantenere un buon equilibrio psico-fisico.
Alessio Morrone
Fonte: BariMania
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.:.*.scritto il lunedì, 21 luglio 2008.*.:. alle luglio 21, 2008 07:34.*.:.
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.:.*.scritto il lunedì, 14 luglio 2008.*.:. alle luglio 14, 2008 21:34.*.:.
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Migliore qualità della vita con la pillola
La donna che fa contraccezione sta meglio col proprio corpo e la propria sessualità. E protegge la salute, migliorando anche l’aspetto estetico. Lo confermano alcuni studi presentati nell’ambito del recente Congresso “Contraccezione, Gravidanza, Menopausa” organizzato a Cagliari dall’Associazione Ginecologi Universitari Italiani (AGUI) che dimostrano l’efficacia del progestinico Clormadinone acetato (CMA), derivato dal progesterone naturale, contenuto nella pillola realizzata da Grunenthal-Formenti, nel controllo della sintomatologia pre-mestruale (tono dell’umore, sindrome ansioso-depressiva) e del metabolismo glucidico e lipidico. Non solo contraccettivo, la pillola preserva dunque la salute della donna.
“La pillola consente alla donna di vivere meglio col proprio corpo, valorizzando non solo l’immagine corporea, ma migliorando anche la sessualità e proteggendo la fertilità – ha puntualizzato il prof. Gian Benedetto Melis, direttore della Cattedra di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Cagliari e presidente del Congresso - La scelta del metodo deve perciò essere sempre più personalizzata e garantire non solo l’efficacia contraccettiva e una vita sessuale più tranquilla, ma essere anche propedeutica alla scelta di una maternità responsabile”.
Ecco allora l’importanza di utilizzare il contraccettivo anche per lunghi periodi. “La pillola potrebbe allora diventare un modo per migliorare la propria fertilità, riducendo il rischio di ovaio policistico, endometriosi, utero fibromatoso – ha sottolineato la prof.ssa Rossella Nappi, responsabile del Centro di Endocrinologia ginecologica della Fondazione Maugeri, Università di Pavia - In più l’uso continuativo del contraccettivo ormonale permette alla donna di mantenere la sua “efficienza corporea” anche nei giorni critici del ciclo, controllando problematiche come la sindrome pre-mestruale e la dismenorrea di cui molte donne soffrono”.
Dati interessanti a riguardo vengono dall’utilizzo della pillola B contenente Clormadinone acetato (2 mg) e Etinilestradiolo (30 microgrammi). Alcuni studi confermano le proprietà di questa pillola nel prevenire gli squilibri metabolici e controllare la sindrome pre-mestruale, soprattutto il tono dell‘umore.
“La variazione del tono dell’umore e le problematiche di tipo ansioso-depressivo sono tra i principali disturbi a livello psicologico che molte donne avvertono soprattutto in fase pre-mestruale e incidono notevolmente sulla qualità di vita, sul rapporto di coppia e sulla sessualità - ha affermato Maurizio Guida, del Dipartimento di Scienze ginecologiche dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli - Alcune pillole accentuano questi disturbi e, non a caso, il 30% delle donne sospende l’uso del contraccettivo ormonale proprio per questo motivo”.
La sintomatologia ansioso-depressiva e gli sbalzi di umore, che si accentuano in molte donne proprio nella fase pre-mestruale, sembrano trarre giovamento dall’utilizzo di questa pillola. “Recenti ricerche mostrano come un metabolita del Clormadinone acetato (CMA) abbia un’azione simile ai neurosteroidi, con azione ansiolitica, normalmente prodotti a livello del sistema nervoso centrale – ha spiegato il prof. Andrea Riccardo Genazzani, titolare della Cattedra di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Pisa.
Per quanto riguarda i dati di sicurezza sul rischio trombo-embolico dell’utilizzo a lungo termine di questa pillola, la sua somministrazione non ha evidenziato alterazioni clinicamente rilevanti dei parametri legati alla coagulazione del sangue, né del metabolismo lipidico e glucidico. Sembra anzi che abbia un effetto protettivo nei confronti del rischio di sviluppare resistenza all’insulina che qualche pillola, usata per lungo tempo, potrebbe al contrario provocare.
Uno studio recente condotto dal Policlinico di Modena conferma le proprietà del Clormadinone acetato nel controllo della glicemia e del colesterolo. “Questo progestinico, infatti, ha un’azione neutra sul metabolismo dei glucidi, non determinando l’aumento della resistenza all’insulina che altre pillole possono causare – ha sottolineato il prof. Angelo Cagnacci, del Dipartimento Materno-infantile del Policlinico di Modena - Pertanto può essere utilizzata da tutte le donne per lunghi periodi di tempo ad ogni età, anche da quelle a rischio di sindrome metabolica che provoca il diabete”.
“Altri studi hanno dimostrato che il Clormadinone acetato non dà ritenzione di liquidi – ha aggiunto la prof.ssa Anna Maria Paoletti, della Cattedra di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Cagliari - Alla documentata efficacia antiandrogenica su acne, irsutismo, caduta di capelli, che rende questa pillola adatta anche alle più giovani, questi studi evidenziano la capacità di questo progestinico di non interferire sul peso corporeo, riducendo addirittura la massa del tessuto adiposo a favore della massa magra”.
Fonte: Italia Salute
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il lunedì, 14 luglio 2008.*.:. alle luglio 14, 2008 14:15.*.:.
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Valutazione del dolore
Di solito si parla di dolore cronico quando dura per più di sei mesi e senza che le cure mediche o chirurgiche del caso abbiano portato sollievo. Per stabilire la gravità dei sintomi, il medico effettuerà una valutazione del dolore per determinarne l'intensità, la distribuzione e l'impatto. Questi ed altri fattori sono altamente significativi per formulare una diagnosi.
Ad esempio:
Per valutare l'intensità del dolore il medico può disporre di una scala analogica visiva.
Possibili altre domande del medico:
Se la terapia attuale non dà il sollievo desiderato o se causa effetti collaterali spiacevoli, è importante fissare un appuntamento con il centro di terapia del dolore più vicino.
Fonte: Medtronic Italia
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il lunedì, 30 giugno 2008.*.:. alle giugno 30, 2008 09:54.*.:.
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I dispositivi intrauterini, sono piccoli strumenti in plastica (a forma di 'T' di '7' o di 'Y') attorno al quale è avvolto un filamento di rame, da cui il nome di spirale, che vengono inseriti nell'utero (si preferisce inserirla durante il flusso mestruale, quando il collo dell'utero è più dilatato) con l'aiuto di una cannula flessibile, spinta delicatamente dal ginecologo nel collo dell'utero.
Esistono due tipi di spirale:
La spirale di rame è un piccolo dispositivo di plastica con del rame avvolto intorno allo stelo centrale.
La spirale al Progesterone (Mirena) è un piccolo dispositivo a forma di T con un cilindro che contiene progesterone intorno allo stelo centrale. Rilascia microquantità di levonorgestrel, un ormone sintetico simile a quello prodotto dalle ovaie, che è in grado di ridurre tantissimo la quantità di sangue persa durante le mestruazioni.
Meccanismo d'azione
Nonostante la spirale venga usata da oltre 30 anni per evitare gravidanze indesiderate, il modo in cui funzioni non è ancora del tutto noto. La spirale influisce sui movimenti e la sopravvivenza degli spermatozoi nell'utero, in modo che non riescano a raggiungere l'ovulo e fecondarlo. La spirale inoltre modifica il rivestimento interno dell'utero (endometrio) rendendolo inadatto alle gravidanze, impedendo che l'ovulo - nel caso venga fecondato - possa impiantarsi e svilupparsi.
È probabile che sia legato alla reazione infiammatoria prodotta dallo stesso 'corpo estraneo' sulla cavità dell'utero. Ciò rende l'endometrio (la mucosa della cavità uterina) non idoneo all'impianto dell'ovulo. Vengono, inoltre, liberate alcune sostanze che danneggiano la cellula uovo e rallentano la risalita degli spermatozoi dal canale cervicale. La liberazione di ioni del rame potenzia la reazione infiammatoria e la capacità contraccettiva del mezzo.
Vantaggi
Sia la spirale di rame che la spirale Mirena presentano i seguenti vantaggi:
efficace contraccezione a lungo termine (almeno cinque anni)
facilità di mantenimento, non può essere dimenticata come può invece accadere per la pillola
è più economica di altri metodi contraccettivi (più costosa all'inizio, ma più economica a lungo termine)
La spirale al progesterone (Mirena) ha il vantaggio aggiunto di ridurre il sanguinamento
mestruale. Questa rappresenta una caratteristica positiva per le donne che normalmente hanno mestruazioni lunghe e abbondanti, o che le avrebbero utilizzando la spirale di rame.
Svantaggi
Sia la spirale di rame che quella al progesterone presentano i seguenti svantaggi:
sebbene accada raramente, se la spirale fallisce e la donna resta incinta, il dispositivo deve essere rimosso al più presto. Una spirale inserita in una donna incinta aumenta i rischi di aborto.
è possibile che durante le mestruazioni la spirale venga espulsa dall'utero. La donna potrebbe non accorgersene e per questo deve sempre controllare che la cordicella sia nella posizione corretta.
esiste un piccolo rischio di infezione durante le prime tre settimane successive
all'inserimento
poiché le infezioni pelviche possono portare alla sterilità, è importante che le donne che usano la spirale siano particolarmente attente a proteggersi dalle infezioni trasmesse sessualmente
la spirale potrebbe perforare la parete dell'utero. Si tratta di un'evenienza molto rara che può verificarsi all'inserimento della spirale.
se la spirale fallisce esiste anche il rischio di gravidanze extrauterine (in cui l'ovulo fecondato si impianta nelle tubi di Falloppio). Si tratta comunque di una possibilità molto remota con la spirale di rame, ed ancora più rara con la spirale al progesterone.
La spirale al progesterone può avere anche i seguenti effetti collaterali:
sanguinamento o mestruazioni irregolari sono probabili nei primi tre - cinque mesi. In seguito, tuttavia, con la spirale al progesterone le mestruazioni tendono a diminuire quasi del tutto
aumenta leggermente la probabilità di provare secchezza vaginale, vampate di calore, mal di testa, nausea e acne.
La spirale di rame può rendere le mestruazioni più abbondanti e più dolorose.
Come si applica
Prima di poter inserire la spirale è necessario:
fare un Pap test ed un tampone vaginale per escludere la presenza di infezioni pelviche
assicurarsi di non essere incinte (farsi inserire la spirale subito dopo la fine delle
mestruazioni, oppure nel periodo che intercorre tra la fine del ciclo e l'inserimento della spirale utilizzare altri metodi contraccettivi affidabili)
Nell'ambulatorio bisognerà mettersi nella stessa posizione utilizzata quando si effettua un Pap test. Verrà inserito uno speculum nella vagina e la cervice verrà pulita con un antisettico. Viene misurata la lunghezza dell'utero e la spirale viene collocata all'interno attraverso la cervice o apertura dell'utero. La cordicella viene tagliata in modo che fuoriesca dal collo dell'utero, per 3 o 4 cm, in modo che la donna stessa, specialmente dopo ogni mestruazione, possa agevolmente controllare la presenza dello IUD, introducendo un dito in vagina e ricercando il filo sul collo dell'utero. La donna e il suo partner non la noteranno, ma deve essere possibile sentirla al tatto inserendo un dito nella vagina.
Dopo l'inserimento bisogna aspettare nell'ambulatorio per circa 15 minuti per assicurarsi che non ci siano dolori o fastidi particolari.
E' importante non avere rapporti sessuali o utilizzare assorbenti interni per le 48 ore successive all'inserimento della spirale per prevenire eventuali infezioni.
E’ reversibile?
Si può togliere in ogni momento se si desidera una gravidanza, e questa può insorgere anche pochi giorni dopo che lo IUD è stato rimosso.
Chi può usare la spirale?
- Donne che hanno già avuto figli
- Donne a basso rischio di contrarre infezioni trasmesse sessualmente
- Donne che non possono o non vogliono prendere la pillola
Chi non dovrebbe usare la spirale?
- Donne a rischio di contrarre infezioni trasmesse sessualmente (MTS) non dovrebbero usare la spirale
- Donne che soffrono di sanguinamenti vaginali non diagnosticati
- Donne con malattie infiammatorie delle pelvi.
Possono essere indizio di complicazioni, che richiedono un controllo medico:
• Dolore, emorragie o chiazze fra i cicli o dopo un rapporto sessuale
• Intenso mal di pancia.
• Dolore durante un rapporto sessuale.
• Scarichi insoliti dalla vagina.
• Mancanza di un laccetto o un laccetto più corto o più lungo.
• Puoi sentire la parte dura dello IUD quando controlli i laccetti.
Efficacia
L'indice di sicurezza è molto elevato, la spirale ha un'efficacia tra il 95 ed il 99 per cento; le gravidanze indesiderate sono meno dell'uno per cento con i dispostivi dell'ultima generazione. L'inserimento della spirale entro 3 giorni da un rapporto a rischio (la cosiddetta contraccezione d'emergenza) ha un'efficacia di circa il 99 per cento
Gli IUD non offrono protezione contro l'infezione HIV
ed altre malattie sessualmente trasmissibili.
Fonte: Comodo
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il martedì, 24 giugno 2008.*.:. alle giugno 24, 2008 09:35.*.:.
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