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Pasta croccante con lenticchie e carote
Difficoltà: Media
Costo: Basso
Preparazione: 25'
Cottura: 20'
Ingredienti:
Ingredienti per 4 persone 600 g di carote, 400 g di lenticchie già cotte (intere o passate), 200 g di vermicelli cinesi di riso (meglio se integrali), 300 ml di brodo vegetale senza glutammato, 1 cipolla piccola, 2 cucchiaini di curry o una grattugiatina di noce moscata, 5 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale e peperoncino
Preparazione:
1. Raschiate le carote, lavatele e tagliatele a fettine. Mettetele nella pentola a pressione con la cipolla affettata, il curry (o la noce moscata) e il brodo. Calcolate 5 minuti circa di cottura a partire dal fischio.
2. Versate dell’acqua bollente sui vermicelli e scolateli dopo 1-2 minuti. Raffreddateli sotto l’acqua e lasciateli sgocciolare. Ungete di olio 4 teglie del diametro di 15 cm circa. Mettete sul fondo le carote cotte; fate un secondo strato con le lenticchie scaldate e aromatizzate con il peperoncino (se necessario conditele con un po’ di olio e sale) e un terzo con la pasta scolata. Spennellate in superficie con poco olio e mettete a gratinare la pasta sotto il grill caldo per 5-8 minuti (sarà necessario gratinare gli stampi due per volta; mentre procedete con gli ultimi 2, tenete in caldo i primi 2). Capovolgete con attenzione gli stampi sui piatti e servite.
Variante
Scaldate 1 cucchiaio di olio in una padella antiaderente (diametro 24 cm). Prelevate un quarto della pasta e distribuitela sul fondo. Fatela dorare uniformemente a fuoco medio, capovolgetela poi su un coperchio e fatela dorare anche dall’altra parte. Preparate allo stesso modo il resto della pasta. Realizzate gli strati direttamente sul piatto procedendo così: pasta, lenticchie e carote.
Calorie 415 (kJ 1736) fibra g 9,3
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il venerdì, 30 novembre 2007.*.:. alle novembre 30, 2007 17:47.*.:.
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La terapia del dolore può essere effettuata con modalità diverse. Un primo metodo, piuttosto semplice ( e semplicistico ) e di patrimonio comune per ogni medico, consiste nel somministrare farmaci di potenza analgesica adeguate all’intensità del dolore riferito dal paziente.
Ciò costituisce indubbiamente una valida alternativa per i dolori acuti e/o destinati a risolversi in poco tempo e , comunque, in quelle situazioni in cui il dolore possa essere considerato solo come un sintomo della malattia.
Ben diverso , invece, è il caso del dolore persistente e di quello cronico, benigno e/o maligno, in cui la sensazione dolorosa perde il suo finalismo di semplice anticipazione e segnale di malattia e ne diventa invece la sua connotazione più importante. In questo caso il dolore diventa il problema principale del paziente e ne condiziona a tal punto l’esistenza, da relegare quasi in secondo piano la malattia d’origine.
In simili circostanze è evidente che il metodo con cui condurre la terapia antalgica debba essere più complesso e rivolto necessariamente all’identificazione della causa e dei meccanismi patogenetici del dolore, presupponendo altresì una profonda conoscenza e padronanza dei mezzi per contrastarli: questo è il campo d’azione della Terapia Antalgica Specialistica. ce indubbiamente una valida alternativa per i dolori acuti e/o destinati a risolversi in poco tempo e , comunque, in quelle situazioni in cui il dolore possa essere considerato solo come un sintomo della malattia.
Cos’è il dolore?
"Il dolore è un’esperienza sensoriale ed emotiva associata alla presenza di un danno tessutale in atto, potenzialmente in atto o descritto in tali termini dal paziente"(J.J. Bonica)
Il dolore è pertanto sempre un fenomeno soggettivo, dinamico e non necessariamente legato alla presenza di un danno tessutale periferico.
Classificazione temporale
Transitorio: quando vi è attivazione dei nocicettori, , corpuscoli deputati alla trasmissione degli stimoli dolorosi, senza danno tissutale. Scompare con la cessazione dello stimolo; esempio un pizzicotto
Acuto: è un dolore nocicettivo, di breve durata in cui di solito è evidente il rapporto di causa/effetto (Bonezzi-Orlandini): nel dolore acuto, per effetto di una causa esterna o interna, si ha una fisiologica attivazione dei nocicettori. Si ha, in genere, un danno tissutale; il dolore scompare con la riparazione del danno.
Persistente e cronico: è persistente il dolore dovuto alla permanenza dello stimolo nocicettivo o della nocicezione. E’ cronico il dolore associato a profonde modificazioni della personalità e dello stile di vita del paziente che costituiscono fattori di mantenimento indipendenti dalla nocicezione (Bonezzi-Orlandini 1992)
Classificazione patogenetica
Dolore nocicettivo:quello dovuto all’azione dello stimolo algogeno sui nocicettori (recettori del dolore) periferici presenti nei vari tessuti ed in grado di segnalare un danno in atto e/o potenziale. Può essere definito somatico quando interessa la cute, il sottocute e i muscoli, viscerale da distensione, compressione e invasione dei visceri. Viene in genere riferito come sordo, gravativo, vibrante.
Dolore neuropatico: quello dovuto ad un danno del sistema nervoso centrale e/o periferico. Si tratta cioè di una anomalia anatomica e/o funzionale del meccanismo di segnalazione del dolore, senza l’attivazione dei nocicettori. E’ spesso di tipo urente o percepito come una sensazione di bruciore, formicolio o scossa elettrica. Può essere associato o meno a deficit sensitivi, allodinia (alterata percezione del dolore) o iperalgesia(accentuata percezione del dolore). A seconda poi della sede il dolore neuropatico si può definire centrale, misto (es. avulsioni di plessi, nevralgia post-erpetica) o periferico (neurinomi, mono-polineuropatie da diabete, da farmaci, carenziale, da compressione di nervi, CRPS (distrofia simpatico-riflessa) da traumi o esiti chirurgici)...per approfondire
Dolore misto: quando coesistono le due componenti, cioè il nocicettivo e il neuropatico
Un particolare tipo di dolore, molto comune, e in cui il nostro Servizio si è specializzato, è il Dolore Radicolare.
In relazione alla diagnosi che lo specialista del dolore porrà, in occasione della visita ambulatoriale, potrà essere prescritta una terapia medica e/o una terapia che preveda un trattamento invasivo, tipo per esempio un'infiltrazione peridurale o delle sedute di Ozonoterapia, in genere in regime di Day Hospital .
Nel caso si sia subito in passato un intervento chirurgico per ernia discale e venga posta diagnosi di FBSS (Failed Back Surgery Syndrome) l'iter terapeutico può richiedere, se l'infiltrazione peridurale non ha avuto successo, anche un trattamento di peridurolisi.
Un particolare trattamento che il nostro centro è in grado di fornire dal 1986 è l'impianto di un neurostimolatore midollare (SCS), che viene riservato alle sindromi dolorose refrattarie agli altri trattamenti.
Quest'ultimo trattamento trova indicazione anche in presenza di una stenosi del canale vertebrale sintomatica e refrattaria alle peridurali In questi, come in altri casi, verrà richiesta la firma di un consenso informato, che ha il solo scopo di certificare l'avvenuta informazione del trattamento a cui sarai sottoposto, con i possibili effetti collaterali. La responsabilità rimarrà, ovviamente, dello specialista che effettuerà la procedura.
A cura di P. Comassi e A. Dossena
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il venerdì, 30 novembre 2007.*.:. alle novembre 30, 2007 07:59.*.:.
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Il Pap test è efficace?
In breve
L’implementazione dello screening citologico con il Pap test, attraverso programmi organizzati, si associa ad una riduzione della mortalità legata alle neoplasia cervicale del 60-90%. In Italia si assiste ad una ampia variabilità negli indicatori di processo ed impatto relativi all’implementazione del programma di screening organizzato, ma sicuramente i dati raccolti nei luoghi dove questo funziona, sono molto positivi. Risulta cruciale, ai fini dell’adesione al programma, il consiglio del medico unitamente all’invito scritto da parte dei consultori.
Lo screening citologico attraverso il test di Papanicolaou (Pap test) rappresenta la strategia vincente da molti anni per la prevenzione del tumore della cervice uterina, essendo in grado di ridurre la mortalità specifica del 60-90% nei luoghi in cui è implementato. Il successo dello screening dipende dal fatto che [1]:
-la progressione da lesioni precancerose a tumore invasivo è lenta, mediamente oltre 20 anni;
- è possibile identificare le alterazioni citologiche ancor prima che si sviluppi la malattia invasiva;
- esistono interventi efficaci e non invalidanti per eliminare le lesioni precancerose;
- la strategia di screening basata sulla ripetizione nel tempo del test (ogni 3 anni) aumenta la sensibilità dello stesso, quindi la probabilità di identificare la maggior parte delle donne portatrici di lesioni precancerose.
Fino al
I dati sugli indicatori di processo e di impatto dei programmi di screening regionali sono raccolti, analizzati e diffusi dal Gruppo Italiano Screening del Cervicocarcinoma (GISCi) che opera dal 1997 e che dal 2002 pubblica i risultati del monitoraggio nel rapporto annuale dell'Osservatorio nazionale screening (ONS) [3]. In estrema sintesi i dati pubblicati nel 2006 relativi all’attività del 2005 dimostrano che:
- c’è stata un'espansione dei programmi di screening, cresciuti notevolmente nel 2004 soprattutto nelle zone del sud d'Italia. Nel 2005 questi programmi ammontavano a 116, di cui 5 erano regionali, 82 provinciali/comunali ed infine 29 locali (AUSL);
- la quota prefissata di popolazione obiettivo dei programmi si è andata espandendo, passando da poco più di 31% nel
- la percentuale di donne della popolazione obiettivo effettivamente invitate ogni anno - essendo lo screening triennale dovrebbe essere di 33.3% per anno - è andata diminuendo: da 29% nel
- di tutte le donne invitate la percentuale che aderisce allo screening è pari a 36.7%;
- la percentuale di strisci inadeguati è mediamente bassa essendo pari a 3.1%. Il 90% dei programmi raggiunge valori di strisci inadeguati accettabili (cioè inferiore a 7%);
- la percentuale di donne che ha ricevuto l'indicazione a ripetere la citologia è di 6.1%. Questa percentuale non è elevata ma mostra ampia variabilità con 19 programmi che superano il 10% e due addirittura il 20%;
- di tutte le donne invitate a ripetere la citologia in media il 61% ha aderito all’invito. Anche in questo caso si registra un'ampia variabilità: in sette programmi l'adesione è stata inferiore a 40%, al contrario in 21 è stata superiore a 80%;
- il 2.5% delle donne sottoposte a screening è stata inviata per eseguire una colposcopia (11 programmi hanno inviato oltre il 5% ed uno ha inviato oltre il 10% delle donne);
-la percentuale di donne che hanno aderito all’invio per colposcopia è di 84.7% in caso di citologia a cellule squamose atipiche (ASCUS) e di 88.2% in caso di citologia a lesioni intraepiteliali di alto grado (HSIL). Programmi con tasso di adesione inferiore a 60% erano
Nell'interpretare questi dati bisogna considerare che alcuni programmi invitano tutte le donne obiettivo indipendentemente dalla loro adesione spontanea a programmi di screening, mentre altri programmi escludono queste donne dall'invito. Inoltre è probabile che i programmi attivati più di recente e per la maggior parte localizzati nel sud Italia abbiano maggiori problemi di implementazione che nel futuro, in base all'esperienza acquisita, potrebbero invece risolversi.
Laddove il programma di screening organizzato data da più tempo, come nella città di Torino che ha attivato il programma di screening organizzato nel 1991, la valutazione dell'impatto è positiva [4].
L'analisi dei dati relativi a sei anni di screening organizzato (1992-1998) che ha coinvolto oltre 254mila donne di età compresa fra 25 e 64 anni ha infatti dimostrato che:
- lo screening organizzato ha permesso di raggiungere, nei tre anni su cui si articola il programma di inviti, una quota consistente di donne di età compresa fra 25 e 64 anni (popolazione obiettivo): si è passati da 40% prima del
- l'incidenza di tumore della cervice uterina nelle donne invitate che hanno aderito al programma è inferiore a quello delle donne invitate che non hanno aderito: rischio reativo aggiustato per l'età 0.25 (0.13, 0.50);
- se tutte le donne della popolazione obiettivo fossero state invitate (nel 1996 vennero invitate il 78% della popolazione obiettivo e nel 1998 il 95%) sarebbero stati evitati il 20% dei 190 tumori osservati nella popolazione, pari a 38 casi;
- se tutte le donne invitate dal programma avessero aderito allo screening si sarebbero evitate il 56% dei 72 tumori osservati fra le donne invitate, pari a 40 casi. Sviluppare e rafforzare sempre più la politica di screening è quindi prioritario.
E' evidente quindi che l'adesione ai programma di screening organizzati è efficace nel ridurre l'incidenza di cervicocarcinoma; il potenziamento degli screening stessi rappresenta quindi un obiettivo prioritario nella lotta contro il tumore della cervice uterina.
In Italia alla copertura da screening organizzato si affianca un'adesione spontanea consistente, anche se variabile da regione a regione, come è stato rilevato dallo studio PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia). Si tratta di un’indagine condotta tramite interviste telefoniche volta a descrivere, fra le altre cose, l'utilizzo di alcuni interventi di screening nelle diverse regioni d'Italia [5].
I dati completi relativi al gruppo obiettivo per lo screening della cervice uterina (donne di età compresa fra 25 e 64 anni) sono disponibili per 6738 donne:
- il 78.2% (77.2, 79.2) riferisce di avere eseguito almeno un Pap-test a scopo preventivo nel corso della vita, con un gradiente nord sud evidente: 93% nella Provincia autonoma di Bolzano, 59% in Sicilia;
- il 69.5% (68.4, 70.6) dichiara di aver eseguito un Pap-test negli ultimi tre anni (89% in Emilia-Romagna, 49% in Sicilia). Il tasso più basso è stato trovato nel gruppo di età più giovane;
- le donne coniugate che hanno effettuato un Pap-test negli ultimi tre anni sono più frequenti delle non coniugate (73.6% vs 57.4%; p<0.05);
- il 31% riferisce di aver eseguito il Pap-test su consiglio medico, il 24% a seguito della lettera ricevuta dalla ASL e il 44% di propria iniziativa;
- il 61% ha effettuato l'ultimo Pap-test in una struttura pubblica e il restante in una struttura privata.
L'efficacia dei programmi di screening organizzato sarebbe confermata dalla ricerca PASSI: solo il 27% delle donne che ha dichiarato di non aver ricevuto né consigli da parte di un sanitario, né la lettera di invito nell'ambito di un programma organizzato ha effettuato il test, mentre lo ha eseguito il 56% di chi ha ricevuto la lettera di invito, il 74% di chi ha ricevuto il consiglio da parte di un sanitario e l'83% di chi ha avuto sia il consiglio sia l’invito da parte della ASL [5].
Di conseguenza sarebbe utile, per ridurre la morbi/mortalità da cervicocarcinoma aumentare la consapevolezza dell'importanza dell'adesione allo screening soprattutto nelle zone dove questa è bassa e rafforzare i programmi di screening organizzato così da raggiungere il 100% della popolazione target.
Fonte: SaPeriDoc
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il giovedì, 29 novembre 2007.*.:. alle novembre 29, 2007 07:50.*.:.
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L’Inail firma il protocollo d’intesa sull’endometriosi
Lo scorso 22 novembre, l’Inail ha siglato il protocollo d’intesa con il Ministero delle pari opportunità, l’Inps, l'Istituto Italiano di Medicina Sociale (IIMS) e la Fondazione Italiana Endometriosi volto a promuovere campagne di sensibilizzazione ed iniziative che possano incentivare una corretta gestione dell’endometriosi nell’ambito famigliare e lavorativo.
Il protocollo, inoltre, stabilisce che venga costituito un tavolo tecnico presso il Ministero per le Pari Opportunità per la verifica e la valutazione di strumenti normativo-istituzionali tesi a promuovere pratiche di sostegno alle donne affette da endometriosi o esposte a rischio di malattia.
Parallelamente a queste azioni, il Laboratorio di Biologia Molecolare della Fondazione Italiana Endometriosi supporterà la ricerca attraverso lo studio della malattia endometriosica e dei meccanismi la originano per approfondire la conoscenza della malattia e per individuare nuovi test di diagnostica precoce e nuove terapie farmacologiche che riducano i rischi ad essa associati.
Nell’ambito della lotta all’endometriosi, infine, il protocollo stabilisce le seguenti priorità:
- Aumentare la consapevolezza che la corretta informazione e la prevenzione sull'endometriosi rappresentano lo strumento per combattere la patologia
- Favorire una sinergia con tutte le realtà locali interessate al fine di diffondere una presa di coscienza dei problemi che la patologia può avere nella vita delle donne
- Porre particolare attenzione ai luoghi di lavoro e al ruolo che le sostanze inquinanti possono avere nella progressione della malattia
- Stimolare un maggiore interesse per la ricerca scientifica al fine di stimare il reale impatto della malattia sulla vita delle donne.
- Promuovere iniziative di carattere normativo-istituzionale in ambito di diritti civili e sociali delle lavoratrici italiane e straniere, compresa la conciliazione lavoro-famiglia.
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il mercoledì, 28 novembre 2007.*.:. alle novembre 28, 2007 08:11.*.:.
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.:.*.:.*.Risotto con la zucca.*.:.*.:.
Preparate il soffritto con lo scalogno e il brodo,tagliate a pezzetti la zucca e mettete a cuocere per i primi 5 minuti con coperchio.

Buttate il riso e aggiungete graduatamente il brodo,qualche minuto prima che sia pronto aggiungete 40 gr di taleggio, 30 gr di parmigiano e mescolate.

Semplice ma secondo me buonissimo!
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il martedì, 27 novembre 2007.*.:. alle novembre 27, 2007 22:23.*.:.
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Buona serata a tutti e grazie a tutti quelli che hanno visitato il blog fino ad ora!!
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il martedì, 27 novembre 2007.*.:. alle novembre 27, 2007 16:30.*.:.
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Torta salata agli Spinaci
Difficoltà: Media
Costo: Basso
Preparazione: 50'
Cottura: 30'
Ingredienti:
Ingredienti per 4 persone: 500 g spinaci, 1 cipolla, olio extravergine di oliva, 50 g parmigiano, 50 g emmenthal, 200 g ricotta, noce moscata q.b., sale e pepe q.b., 1 rotolo di pasta sfoglia.
Preparazione:
Lessare gli spinaci e successivamente farli saltare in padella con la cipolla appassita con 2 cucchiai circa di olio. Mescolare insieme agli spinaci il parmigiano, l’Emmenthal e la ricotta. Salare e pepare a piacere e aggiungere noce moscata grattugiata a piacere. Versare il composto ottenuto sulla sfoglia stesa su una teglia da forno, ripiegando all’interno i bordi in eccesso. Mettere in forno a 200° C per 30 minuti.
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il martedì, 27 novembre 2007.*.:. alle novembre 27, 2007 11:40.*.:.
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Stipsi o stitichezza: cosa posso fare per migliorarla?
Si definisce stipsi o stitichezza il disturbo caratterizzato da: frequenza di evacuazione inferiore a tre volte alla settimana, diminuzione della massa fecale, presenza di feci dure, espulsione difficoltosa e dolorosa (accompagnata talvolta da piccoli sanguinamenti provocati dalla rottura di capillari anali o rettali) ed infine sensazione costante di non essersi completamente liberati. La stitichezza è più frequente negli anziani e tra la popolazione adulta nelle donne.
Oltre alla stitichezza cronica esiste anche quella definita acuta o occasionale; questa stipsi si manifesta temporaneamente quando si verificano alcune particolari condizioni (ad esempio un intervento chirurgico che costringe per un certo tempo all'immobilità, la fase acuta di una malattia o magari anche un semplice viaggio che altera i bioritmi del nostro organismo) ma generalmente, una volta superata la fase critica che ha indotto lo stato di stress, la stitichezza regredisce in breve tempo.Per poter affrontare e risolvere con successo la stipsi è necessario che venga esclusa l'eventualità che questo disturbo possa rappresentare solamente un sintomo conseguente alla presenza di alcune patologie. La stipsi in questo caso viene definita secondaria o sintomatica e le possibili cause che possono determinarne la comparsa sono svariate: tumore del colon, diverticolosi, disturbi infiammatori a carico dell'intestino, calcoli biliari, ipotiroidismo, vari disturbi ginecologici, neurologici e psichici.
Nella maggior parte dei casi si tratta invece di stipsi idiopatica: in questo caso la stitichezza non è un disturbo secondario dipendente dalla presenza di altre malattie ma è originata da un'inefficienza dei movimenti fisiologici dell'intestino (peristalsi) e dei meccanismi espulsivi ano-rettali. Tali circostanze vengono spesso aggravate da scorrette abitudini di vita ed in particolare da un'alimentazione disordinata e con cibi poveri di fibre, da un'insufficiente introduzione di liquidi, da ritmi di vita frettolosi, da una vita sedentaria e quindi caratterizzata da una ridotta attività fisica, dalla tensione nervosa e dall'abuso di tranquillanti e di sonniferi.
Trattamento e prevenzione
Per prevenire la stipsi o per il trattamento iniziale della stipsi è fondamentale un intervento di tipo dietetico: è importante aumentare il consumo di fibre alimentari, che aumentano la massa fecale, stimolano la peristalsi ed incidono sulla frequenza delle evacuazioni. Si consiglia quindi di assumere nella giornata una quantità adeguata di frutta, se possibile non sbucciata perché la buccia aiuta ad aumentare la massa fecale (in questo caso si raccomanda naturalmente di lavare la frutta con particolare attenzione) e di verdura inclusi i legumi (fagioli, ceci, lenticchie, piselli e fave) ed inoltre di mangiare del pane integrale, di aggiungere alla prima colazione crusca di grano o fiocchi di cereali e di evitare i formaggi fermentati, i fritti ed i grassi di origine animale. Una dieta di questo tipo risulta poi molto più efficace se si beve molta acqua non gassata durante la giornata, possibilmente anche al mattino prima di fare colazione: i liquidi infatti vengono assorbiti dalle fibre e contribuiscono a far crescere di volume le feci.
Infine il movimento: una buona e costante attività fisica favorisce la motilità intestinale e quindi l'evacuazione.
Nei casi di stipsi ostinata è possibile ricorrere a prodotti lassativi di automedicazione disponibili in gran numero in commercio come ad esempio quelli a base di cellulosa di senna o di cascara. E' importante tenere a mente che questi prodotti da banco sono sempre e comunque dei farmaci: non bisogna quindi abusare nelle dosi e nemmeno utilizzarli regolarmente. Al contrario, andrebbero assunti in maniera episodica, anche perché questi prodotti provocano un ampio svuotamento del contenuto intestinale che inevitabilmente finisce per prolungare l'intervallo per una successiva evacuazione, che a sua volta induce il paziente ad un'altra assunzione di lassativo. In questo modo il paziente può andare incontro ad una dipendenza di tipo psicologico nei confronti del lassativo unitamente ad un'oggettiva riduzione dell'efficacia del prodotto.
L'uso dei lassativi deve essere sempre fatto con grande attenzione e possibilmente sotto il controllo del medico perché non va trascurata l'eventualità che si manifestino effetti collaterali. Se la stipsi è poi accompagnata da nausea, vomito o dolori e se si presenta improvvisamente è bene consultare tempestivamente il proprio medico.
Fonte: Angelini
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il martedì, 27 novembre 2007.*.:. alle novembre 27, 2007 08:25.*.:.
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Buona serata a tutti
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il lunedì, 26 novembre 2007.*.:. alle novembre 26, 2007 17:44.*.:.
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Meringata alle Nocciole
Difficoltà: Media
Costo: Basso
Preparazione: 20'
Cottura: 2h
Ingredienti:
Ingredienti per 6-8 persone:
4 albumi d’uova, 250 g di zucchero di canna, 50 g di nocciole tostate e tritate, 30 cl di panna fresca, 8 nocciole intere per decorare.
Preparazione:
7. Decorare con ciuffetti di panna e nocciole.
Nota: può essere lasciato in freezer per un’ora e servito come semifreddo
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il lunedì, 26 novembre 2007.*.:. alle novembre 26, 2007 13:55.*.:.
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IL CA125
Cos'è?
Il termine CA 125 è una abbreviazione dall'inglese "Cancer Antigen 125" che sta per Cancro Antigene 125 e si riferisce ad una proteina presente normalmente nel rivestimento di alcune cellule del corpo umano, sia nel feto sia nell'adulto, ma che può essere prodotta in grandi quantità in presenza di alcuni tumori, in modo particolare da quello delle ovaie.
Perché si fa?
Il CA 125 appartiene alla categoria dei cosiddetti "markers" tumorali, cioè quelle sostanze che si possono trovare in quantità aumentate nel sangue, nelle urine o in altri liquidi corporei di persone che si ammalano di cancro. Uno di questi è l'alfa-fetoproteina.
Attualmente, il dosaggio di quasi tutti i markers tumorali conosciuti non viene usato per fare la diagnosi di tumore, quanto piuttosto per osservare l'evoluzione del tumore nel tempo, per esempio la sua risposta alle cure.
Il CA 125 non può essere usato come test di screening per il tumore delle ovaie, perché non è specifico per questo tipo di cancro, può aumentare, infatti, anche in altre condizioni, patologiche e non, fra cui l'endometriosi, la pancreatite, o semplicemente la gravidanza. Inoltre, vi sono casi in cui, pur essendo presente un tumore alle ovaie, il valore del CA 125 risulta del tutto normale. Pertanto il dosaggio del CA 125 si usa attualmente per controllare l'esito del trattamento usato per il cancro delle ovaie.
Come si esegue?
Per l'analisi del CA 125 è sufficiente un prelievo di 5 millilitri di sangue dalla vena del braccio, che può essere eseguito anche non a digiuno.
Interpretazione dei risultati
Il valore normale di CA 125 è inferiore a 35 Unità/ml. Valore che aumenta in quasi l'80% dei tumori ovarici, ma può risultare elevato occasionalmente anche in altri tipi di tumore, per esempio dell'utero, delle tube o dell'intestino.
Pertanto, se si riscontra in maniera occasionale un aumento del CA 125 in una donna che per altri versi risulta sana, è necessario effettuare una serie di controlli per accertare l'eventuale presenza di un tumore.
Nelle donne che vengono sottoposte ad una cura per tumore ovarico (per esempio, una chemioterapia) la riduzione del CA 125 indica che il cancro risponde bene alla terapia, ma se i valori non si abbassano oppure, dopo una iniziale riduzione, riprendono ad aumentare, è probabile che il cancro non risponde alle cure oppure che, dopo un arresto temporaneo, abbia ripreso a crescere.
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il lunedì, 26 novembre 2007.*.:. alle novembre 26, 2007 09:34.*.:.
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Buon Week end a tutti!!!
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il venerdì, 23 novembre 2007.*.:. alle novembre 23, 2007 17:06.*.:.
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.:.*.:.*.Il dolore pelvico.*.:.*.:.
Il dolore è nella pancia
Il dolore pelvico di cui possono soffrire le donne, viene identificato come un dolore acuto se ha una durata di due o tre mesi, oppure cronico se persiste per oltre sei mesi. Ne soffre il 20% delle donne in età fertile (ogni donna ha il 5% di possibilità di soffrirne nell’arco della sua vita), in misura maggiore donne che hanno avuto patologie infiammatorie pelviche.
Tuttavia la sua diagnosi può essere tutt’altro che facile in quanto attribuibile a un elevato numero di disturbi di origine diversa: ginecologici, riproduttivi, gastrointestinali, urinari, muscolo-scheletrici. Anche la sua localizzazione non è semplice, soprattutto quando il dolore deriva da organi interni come l’utero o l’intestino; se l’origine è ginecologica, poi, l’innervazione sensitiva degli organi riproduttivi lo trasmette alla vescica e all’uretra. Se infine sono le strutture cutanee o i muscoli a provocare il dolore questo raggiunge l’ano, l’uretra, i genitali esterni e il peritoneo parietale.
Giorni dolorosi
Una delle cause principali del dolore pelvico è la dismenorrea cioè un dolore ricorrente acuto del basso ventre che accompagna i primi tre giorni del ciclo mestruale, provocato dalle normali contrazioni uterine. Si tratta di ischemia uterina indotta dall'aumentata produzione di prostaglandine e viene trattata con inibitori delle prostaglandine-sintetasi o con contraccettivi orali. Ma esiste anche una forma di dismenorrea secondaria, in genere più grave, dovuta a cause intrauterine o a patologie extrauterine. L’endometriosi può essere una di queste, che oltre al dolore pelvico comporta rapporti sessuali dolorosi e dolore rettale.
I sintomi sono causati dalla presenza di focolai di endometriosi in prossimità delle terminazioni nervose del principale nervo della pelvi femminile, il nervo pudendo, che innerva la parete anteriore della vagina e il clitoride con un ramo che si distribuisce alla parete posteriore del retto. Per una diagnosi esatta si ricorre a un’ispezione laparoscopica.
Per molte ma non per tutte
Il trattamento del dolore pelvico varia dalla somministrazione di farmaci a interventi di tipo somatico, come manipolazioni ultrasuoni, agopuntura, anestetici locali. Ma non si esclude l’intervento chirurgico, una scelta che deve essere valutata anche in base alle cause del dolore. Esiste una procedura chiamata LUNA (Laparoscopic uterine nerve ablation) che consiste nel taglio di tali nervi e quindi l’interruzione del trasferimento degli impulsi dolorosi al cervello.
Ma si tratta di un opzione che non è detto che sia valida in ogni caso. E lo dimostra uno studio neozelandese in cui l’intervento chirurgico è stato eseguito su donne che soffrivano di dolore pelvico con o senza diagnosi laparoscopica di endometriosi. Erano 123 le donne incluse nel campione preso in considerazione: 56 non avevano evidenze laparoscopiche di endometriosi, 67 ne soffrivano. Di entrambe le popolazioni solo alcune sono state sottoposte alla chirurgia La verifica delle variazioni del dolore percepito è stata fatta subito, cioè dopo 24 ore dall’intervento e, successivamente, a tre mesi e a un anno. I risultati positivi interessavano solo le donne che avevano fatto l’intervento ma non soffrivano di endometriosi. Gli autori si dichiarano non sorpresi dei risultati, in quanto la procedura interrompe soltanto le fibre nervose afferenti dalla pelvi, quindi può essere meno efficace quando il dolore pelvico è associato a patologie che interessano aree più estese, come nel caso dell’endometriosi.
Simona Zazzetta
Fonti
Johnson NP et al. A double-blind randomised controlled trial of laparoscopic uterine nerve ablation for women with chronic pelvic pain. BJOG. 2004 Sep;111(9):950-9
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il giovedì, 22 novembre 2007.*.:. alle novembre 22, 2007 07:53.*.:.
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Cake ai fiocchi d'avena
Difficoltà: Bassa
Costo: Medio
Ingredienti:
Preparazione:
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il mercoledì, 21 novembre 2007.*.:. alle novembre 21, 2007 09:01.*.:.
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LE REGOLE DEL MANGIAR SANO
Mangiare in maniera varia, cambiando possibilmente ogni giorno il menù
Distribuire i pasti in maniera razionale: prima colazione sostanziosa, pranzo non troppo ricco, cena leggera, eventualmente prevedendo due spuntini a base di frutta a metà mattina e a metà pomeriggio
Limitare l’uso dei grassi da condimento dando comunque la preferenza a quelli di origine vegetale ed in particolare all’olio di oliva
Moderare il consumo di carni e salumi ( tre volte alla settimana), avendo cura di eliminare il grasso visibile e facendo attenzione ai cibi ad alto contenuto di colesterolo
Mangiare più frequentemente pesce (almeno due - tre volte a settimana), cucinato in modo semplice
Garantirsi un’adeguata assunzione di fibre vegetali (consumando ogni giorno una porzione di verdura cruda ed una di verdura cotta)
Ridurre il consumo di sale
Ridurre il consumo di prodotti ad alto contenuto di zuccheri semplici ( zucchero di canna, dolci, gelati, creme, succhi di frutta, bevande zuccherine)
Bere alcolici con moderazione, preferendo quelli a bassa gradazione (vino, birra) e limitandone l’assunzione al momento dei pasti ( un bicchiere a pasto per le persone adulte)
Se è vero che è importante alimentarsi in maniera corretta dal punto di vista qualitativo e quantitativo, è anche vero che bisogna prestare molta attenzione alla ripartizione calorica e dei nutrienti nell’arco della giornata….
PRIMA COLAZIONE
Fare la prima colazione è una buona abitudine: essa infatti, dopo una notte di digiuno, fornisce all’organismo la quota necessaria di energia per affrontare gli impegni della giornata.
Con la colazione bisogna introdurre circa il 20% delle calorie totali giornaliere: esse devono essere fornite principalmente dai CARBOIDRATI ( o ZUCCHERI COMPLESSI), in quanto essi forniscono energia di pronto utilizzo al nostro organismo ed in piccola parte da PROTEINE e GRASSI.
COSA SCEGLIERE?
LATTE e DERIVATI ( yogurt) : sono alimenti completi in quanto forniscono proteine, zuccheri e grassi, vitamina A e D, calcio.
CEREALI: Fette biscottate, pane, cornflakes forniscono carboidrati complessi utili per ridurre il senso di fame fino ad ora di pranzo, ed un discreto quantitativo di fibre.
FRUTTA O SPREMUTE DI FRUTTA, ricche di vitamine.
COSA EVITARE?
Eccessivo uso di ZUCCHERO, MERENDINE, BISCOTTI FARCITI, BURRO, PANNA, CIOCCOLATA, DOLCI, CORNETTI, BRIOCHE, FAGOTTINI, e tutti gli alimenti che contengono troppi zuccheri semplici e grassi, che provocano aumento di peso e, a lungo andare, risultano dannosi al nostro organismo!!!!
ESEMPIO DI UNA SANA PRIMA COLAZIONE
Latte parzialmente scremato; cornflakes o fette biscottate o biscotti secchi; frutta fresca .
PRANZO
Il pranzo deve fornire il 50% delle calorie totali giornaliere.
COSA SCEGLIERE?
Primo piatto
Un piatto di pasta con verdure e legumi, oppure al sugo o al pomodoro oppure
Una zuppa di legumi, oppure
Un minestrone di verdure
Bisogna evitare, o almeno limitare ad eventi occasionali, i piatti troppo elaborati e ricchi di condimenti, soprattutto di origine animale (ragù, bolognese, pasta al forno etc...)
Secondo piatto
Per quanto riguarda il secondo piatto, bisogna tenera presente che :
La carne, il cui consumo risulta spesso troppo frequente, è un alimento ricco di proteine nobili, ma anche di grassi e colesterolo, per cui il suo consumo va limitato a non più di due - tre volte la settimana.
Bisognerebbe incrementare il consumo di pesce, almeno a 2-3 volte la settimana e specialmente di pesce azzurro, ricco di una particolare categoria di acidi grassi ( omega-3) che proteggono dallo sviluppo di malattie cardiovascolari.
Le uova sono un alimento ad alto valore nutritivo ed andrebbero consumate una - due volte la settimana.
I formaggi hanno un elevato contenuto in proteine nobili e in calcio ma purtroppo sono alimenti ricchi di grassi saturi, una categoria di acidi grassi particolarmente dannosi per la salute. Limitare anche il consumo di insaccati (mortadella, salsicce etc..) per le stesse ragioni.
Cereali ( pane e simili)
Preferire il consumo di pane del tipo misto o integrale, che apportano la stessa energia del pane bianco, ma in compenso risultano essere più ricchi in fibre, sostanze contenute nei cereali, nella frutta, nella verdura e nei legumi, capaci di rallentare il transito intestinale e di ridurre l’assorbimento dei nutrienti.
Frutta e Verdura
Non bisogna dimenticare mai la verdura e la frutta, ricche di vitamine e sali minerali, indispensabili al nostro organismo. In generale, è consigliato un consumo quotidiano di una porzione di verdura cotta e di una porzione di verdura cruda, e di due - tre porzioni di frutta fresca di stagione al giorno.
CENA
Deve fornire il 30% circa delle calorie totali giornaliere: essa deve comprendere un secondo piatto, un contorno, del pane e della frutta.
Anche la pizza margherita può costituire una cena, a patto che non si esageri (massimo due volte alla settimana).
CONDIMENTO
Il condimento ideale per tutte le pietanze è l’olio extravergine di oliva, mentre è da limitare il consumo degli altri condimenti, ed in particolare quelli di origine animale (burro, strutto, panna, salse tipo maionese, mascarpone, sugna, lardo etc..).
DOLCI E GELATI
I dolci sono da evitare ovvero da limitare a particolari occasioni. Inoltre, sono da preferirsi i gelati alla frutta (sorbetti), i dolci secchi o con marmellata, evitando quelli farciti con panna o creme elaborate, e, quindi, ricchi in grassi e calorie.
SALE
Il consumo del sale da cucina va moderato.
COSA BERE?
Acqua, naturale o gasata, evitando bevande zuccherine (coca-cola, aranciata, sprite, succhi di frutta zuccherati, etc...), eliminando l’uso quotidiano eccessivo di bevande alcoliche e superalcoliche (vino, vodka, amari, whisky, cognac, etc...).
Ersilia Troiano
D.U. Dietologia e dietetica applicata
.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il mercoledì, 21 novembre 2007.*.:. alle novembre 21, 2007 08:23.*.:.
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