.:.*.:.*.Elettrodi anti-dolore.*.:.*.:.


Il principio l'emissione continua di impulsi elettrici confonde e annulla i segnali dolorosi della zona lombare e cervicale

Neurostimolazione per dire addio alle fitte


Giancarlo Calzolari Il dolore è il nostro grande nemico. In Italia facciamo assai poco per combatterlo nella maniera più efficace, anche se, recentemente, sono stati messi a punto nuovi e rivoluzionari metodi. Ne parliamo con il professor Pier Vittorio Nardi, direttore del centro del dolore che si trova nel policlinico Casilino, una delle strutture più efficienti e più moderne per debellare questa insidia. Quando parliamo di dolore, intendiamo riferirci soprattutto a quello neuropatico, perché contro quello, tremendo e angoscioso provocato dal cancro, si adottano altre metodiche. La Medtronic, in particolare, ha ideato e messo a punto in questi ultimi anni la neuromodulazione spinale che si basa su un piccolo apparecchio assai simile, come forma, a un pace maker cardiaco che, inserito sotto la pelle, emette impulsi elettrici i quali riescono a contenere e, addirittura, ad annullare le fitte angosciose del dolore. «Questa tecnica della neurostimolazione - ci dice il professor Nardi - permette di fare a meno, in molti casi, della morfina e degli altri farmaci che spesso determinano un sovraccarico del fegato e mettono in discussione la loro efficacia. Per comprendere il meccanismo della stimolazione con impulsi elettrici, ricordiamo una situazione assai comune. Intendo parlare dello schiacciamento accidentale di un dito che può avvenire quando chiudiamo una porta o per una martellata. Il nostro comportamento è assai semplice: tutti mettiamo il dito sotto l'acqua fredda, oppure subito dopo lo mettiamo in bocca oppure agitiamo la mano. Tutte queste nostre azioni hanno lo scopo di confondere e annullare i segnali dolorosi. La stimolazione elettrica parte dallo stesso principio: quello di confondere e di frastornare i segnali del dolore con l'emissione continua d'impulsi elettrici che finiscono per annullare il dolore, sia cervicale o della zona lombare. Due ricercatori canadesi circa vent'anni fa trovarono il metodo di impiantare elettrodi che rispondevano a segnalazioni elettriche con risultati assai interessanti, perché evitavano problemi al fegato. L'impianto di elettrodi adesso è diventato sempre più sofisticato tanto che possono essere situati in altre localizzazioni eliminando, ad esempio, il tremore del Parkinson. Possiamo così combattere anche i dolori dell'ictus che accompagnano, in alcuni casi, la perdita di mobilità. Un trattamento sempre più richiesto è quello, ad esempio, per lo stiramento dei nervi della spalla, causato dalle cinture di sicurezza nelle auto, le quali anche se ci salvano da eventi ben più gravi e catastrofici, spesso determinano inconvenienti e i fastidi che possono durare anche a lungo». Ma come mai in Italia la lotta contro il dolore, è in ritardo rispetto agli altri paesi? «Tutte le misure per risolvere questo problema non sono nate in forma organica. I problemi del dolore sono stati delegati agli anestesisti mentre solo da poco tempo si è raggiunta la certezza dei centri specialistici, devono essere di competenza di diverse professionalità, come appunto gli anestesisti, gli oncologi, i neurochirurghi e gli psicologi. Unendo queste professionalità e aggiungendo le moderne tecniche della neuromodulazione è possibile ottenere risultati certamente migliori. Un grande apporto è stato dato dalla campagna dell'attore Jerry Lewis, il quale, per aver riportato un notevole trauma per una caduta su un cavo d'acciaio, era vittima di dolori selvaggi dai quali è riuscito a uscire, grazie alla neurostimolazione. Anche grazie a lui, adesso, possiamo combattere e affrontare il dolore con maggiori mezzi e una diversa consapevolezza».

Fonte: Il Tempo


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.:.*.scritto il venerdì, 20 novembre 2009.*.:. alle novembre 20, 2009 16:51.*.:.
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.:.*.:.*.C'è dolore e dolore!.*.:.*.:.


C'è dolore e dolore!

Il dolore è un segnale molto importante di un allarme fisiologico, una difesa naturale fondamentale per la sopravvivenza di un organismo vivente. E’ un messaggio che il corpo invia al cervello per fargli sapere che una parte dell’organismo manifesta un problema. La dott.ssa Valentina Bellato, responsabile della sezione della Terapia del Dolore, presso l’Unità Operativa di Anestesia e Terapia Intensiva Generale diretta dal dott. Giovanni Bordone, da anni si occupa di terapia del dolore e ci introduce in un argomento spesso poco conosciuto, di cui affronteremo i vari aspetti nel corso delle prossime settimane.

Il dolore è un segnale?
“Il dolore è un importantissimo segnale di allarme fisiologico, una difesa naturale fondamentale per la sopravvivenza dell’organismo. E’ un messaggio che il corpo invia al cervello per fargli sapere che c’è una parte dell’organismo che manifesta un problema. Per esempio il dolore nel toccare un oggetto molto caldo ci costringe a ritirare velocemente la mano che non subisce così gravi ustioni ed il mal di schiena dopo aver sollevato pesi eccessivi ci costringe a metterci a riposo. Il dolore è sempre legato ad una causa, ma spesso questa non è così evidente, spesso è sconosciuta o sottovalutata”.

Cosa fa un terapista del dolore?
“Il “Terapista del Dolore” è un Anestesista Rianimatore e possiede le conoscenze fisiopatologiche, le tecniche ed i farmaci per trattare il dolore, la sua funzione è quella di indagare le cause del dolore qualsiasi sia la malattia che lo provoca . Il terapista del dolore ascolta il malato, perché è egli stesso a condurlo alla giusta interpretazione del suo dolore ed una precisa e dettagliata descrizione del dolore ( il dolore infatti può essere: somatico, viscerale, neuropatico, intenso, lieve, sordo, acuto, bruciante, notturno, diurno, periodico, persistente,  cronico, circoscritto, irradiato eccetera ) permette al terapista di interpretare correttamente i messaggi del corpo e quindi di fare diagnosi”.


 
Quando diventa utile l’aiuto di un terapista del dolore?
“I motivi per cui un paziente dovrebbe rivolgersi a questo specialista è ricercare la causa del suo dolore e il più precocemente possibile iniziare una adeguata terapia.
Esistono, per esempio dolori che noi consideriamo sporadici: un semplice mal di testa che insorge 4 volte al mese, non è in realtà un dolore sporadico, ma un messaggio che ci arriva con un evidente regolarità; il corpo ci sta avvisando insistentemente di qualcosa. Un dolore molto acuto, resistente agli analgesici, spesso necessita, per essere compreso, di un medico specializzato nella conoscenza del dolore; lo stesso accade per il dolore conseguente ad un intervento chirurgico per il quale un terapista del dolore può essere fondamentale per interpretare correttamente il segnale del dolore e quando questo diventa “ allarmante e pericoloso”; può capitare, che il dolore continui, pur avendo eliminata la causa, siamo in presenza, in questo caso di un dolore cronico che è diventato esso stesso la vera malattia.
In ogni caso e in ciascuna di queste situazioni il “Terapista del dolore” conosce approfonditamente la varietà dei  sintomi, delle cause e delle terapie più appropriate”.

Quali sono i rischi di un dolore non curato?
“Il primo rischio è la cronicizzazione. Il dolore diventa una malattia che nel corso del tempo può anche cambiare caratteristiche e rendere la diagnosi ancora più difficoltosa.
Nel “sistema informatico” del nostro corpo, il dolore ha la priorità su tutto fino ad impedire di fare qualunque cosa: di mangiare, di bere, di dormire e di relazione. In questi casi la qualità di vita diviene inaccettabile e inevitabilmente si instaura un stato depressivo o ansioso grave che deve essere valutato e trattato contestualmente al dolore”.

A cura di Federica Rosazza
 
 
 


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.:.*.scritto il venerdì, 13 novembre 2009.*.:. alle novembre 13, 2009 09:33.*.:.
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.:.*.:.*.EMICRANIA NELLE DONNE CON ENDOMETRIOSI.*.:.*.:.


Nel numero di dicembre 2004 (1) di Human Reproduction abbiamo pubblicato uno studio, con il quale abbiamo dimostrato che le donne affette da endometriosi hanno un più alto rischio di soffrire di emicrania. I risultati preliminari di questa ricerca sono stati presentati al congresso annuale dell’American Society for Reproductive Medicine, che si è svolto a Filadelfia nell’ottobre 2004.
Il nostro gruppo di ricerca ha preso in esame 133 pazienti affette da endometriosi ed un gruppo di controllo composto da 166 donne; tutte queste donne sono state sottoposte a laparoscopie per la diagnosi ed il trattamento di cisti ovariche, neoplasie uterine benigne, dolore pelvico ed infertilità. Tutte le pazienti, che hanno riferito di aver avuto almeno un attacco di cefalea nell’ultimo anno, sono state visitate da un neurologo specialista in cefalea che ha diagnosticato e classificato la cefalea secondo i criteri proposti nel 1988 dall’International Headache Society (IHS) (2).
Nella nostra popolazione, un terzo delle pazienti affette da endometriosi lamentava emicrania (e più del 13% riferiva la presenza di aura prima dell’insorgere della cefalea); tale prevalenza dell’emicrania è risultata significativamente maggiore rispetto a quella osservata nel gruppo di controllo, in cui solo il 15% dei soggetti lamentava emicrania.
Le pazienti affette da endometriosi non hanno attacchi più frequenti o dolore più intenso rispetto al gruppo di controllo con emicrania ed, e l’intensità dei sintomi non è correlata alla severità dell’endometriosi. Le pazienti affette da endometriosi hanno riferito un’età più precoce d’insorgenza dell’emicrania rispetto ai controlli, 16,4 anni contro i 21,9 anni.
È stimato che il 5% delle donne in età riproduttiva sia affetto da endometriosi e che, Europa e negli Stati Uniti, una percentuale compresa tra il 15% ed il 19% delle donne in questo gruppo di età soffra di emicrania. Alla luce dei dati emersi dal nostro studio, circa 2 su 100 donne in età riproduttiva potrebbero essere affette da entrambe queste condizioni morbose.
Dai dati del nostro studio emergono alcune considerazioni. Le donne affette da emicrania spesso non si rivolgono allo specialista più appropriato; è stato, ad esempio, riportato che più di 4 su 5 pazienti che si sono rivolte ad un medico per i loro attacchi di cefalea non si sono rivolte ad un neurologo o ad uno specialista in cefalea. Invece, si sono affidate al loro medico di base o al loro ginecologo. Nel nostro studio circa il 27% delle donne affette da endometriosi ed il 24% dei controlli è stato visitato da uno specialista in cefalea e questo basso tasso di diagnosi di emicrania ha avuto come risultato bassi tassi di ricorso a trattamenti specialistici.
L’aumentata incidenza di emicrania nelle donne con endometriosi è stata successivamente confermata da uno studio condotto nel Medical College dell’Ohio, negli Stati Uniti (3).
Tutti i ginecologi dovrebbero sempre chiedere alle loro pazienti con endometriosi nota o sospetta se soffrono di cefalea. Se tale patologia è presente, dovrebbe essere fortemente consigliata una valutazione da parte di un neurologo. Quando endometriosi ed emicrania sono contemporaneamente presenti, ciascuna condizione morbosa esercita un significativo effetto negativo sulla qualità della vita della donna. Con una diagnosi ed una terapia adeguate si possono ridurre notevolmente il dolore ed i sintomi associati all’emicrania.
Si sa che l’emicrania, ed in particolare l’emicrania con aura, è un fattore di rischio per insorgenza di ischemia cerebrale in donne in età riproduttiva. Sebbene il rischio assoluto di ictus sia estremamente basso, è importante che le donne affette da endometriosi in terapia ormonale siano studiate per quanto riguarda l’emicrania e la diagnosi dovrebbe essere posta da uno specialista in cefalea. Se l’emicrania si sviluppa o aumenta durante la terapia stessa, può essere prudente cambiare la terapia ormonale.

Fonte: Dott. S. Ferrero
Bibliografia
1. Ferrero S, Pretta S, Bertoldi S, Anserini P, Remorgida V, Del Sette M, Gandolfo C, Ragni N. Increased frequency of migraine among women with endometriosis. Hum Reprod 2004;19:2927-2932.
2. Headache Classification Committee of the International Headache Society. Classification and diagnostic criteria for headache disorders, cranial neuralgias and facial pain. Cephalalgia 1988;8:1-96.
3. Tietjen GE, Conway A, Utley C, Gunning WT, Herial NA. Migraine is associated with menorrhagia and endometriosis. Headache 2006;46:422-428.


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.:.*.scritto il giovedì, 05 novembre 2009.*.:. alle novembre 05, 2009 17:07.*.:.
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.:.*.:.*.Serata informativa all'Avis di San Pancrazio Pr.*.:.*.:.


Venerdì 23 ottobre si è tenuta una serata informativa sul tema endometriosi presso la sede Avis di San Pancrazio  -PR-.
Un ringraziamento al presidente e al vicepresidente dell'Avis per aver pensato ed organizzato la serata e al Dott. Stefano Raboni,specialista in ginecologia e ostetricia Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma, relatore insieme a Sonia Fiorini, la nostra presidente.
Un ringraziamento anche al pubblico che si è dimostrato particolarmente attento e interessato.





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.:.*.scritto il lunedì, 26 ottobre 2009.*.:. alle ottobre 26, 2009 15:41.*.:.
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.:.*.:.*.Serata informativa.*.:.*.:.


ENDOMETRIOSI: UNA PATOLOGIA TANTO FREQUENTE QUANTO SCONOSCIUTA
L'Avis San Pancrazio  (PR) ha organizzato una serata informativa sull'endometriosi che si terrà venerdì 23 ottobre presso la sede Avis a San Pancrazio in Via Mori 5/a alle h 20.45. Relatori della serata saranno Il Dott. Stefano Raboni, specialista in ginecologia e ostetricia Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma e Sonia Fiorini, la nostra presidente. L'incontro è gratuito e aperto alla cittadinanza.


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.:.*.scritto il mercoledì, 21 ottobre 2009.*.:. alle ottobre 21, 2009 09:49.*.:.
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Isterectomie evitabili nel 50% dei casi
Per le donne l'asportazione dell'utero resta il più diffuso intervento al mondo dopo il taglio cesareo. L'hanno subita negli Usa una ultrasessentenne su tre, nel Regno Unito una su cinque e in Italia sono state eseguite nel 2004 circa 70.000 isterectomie. Eppure, ogni anno, il 50% di queste operazioni potrebbe essere evitato. Il dato arriva dal Congresso mondiale di ginecologia, che si chiuderà domani a Città del Capo (Sud Africa) e che riserva particolare attenzione ai trattamenti 'conservativi'. "Oggi abbiamo nuove possibilità terapeutiche in grado di 'salvare' l'utero", spiega Emilio Arisi, direttore dell'Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale regionale S. Chiara di Trento e consigliere nazionale della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo). In particolare, i sanguinamenti eccessivi - la più diffusa patologia della mestruazione che riguarda una donna su 20 tra i 30 e i 49 anni - "vanno curati con un sistema intrauterino a rilascio di farmaco" evitando interventi invasivi come indicano anche le linee guida della Sigo. "Si avverte uno stimolo culturale nuovo - continua Arisi - una maggiore sensibilità a livello internazionale, che ha spinto anche altre società scientifiche nazionali, come quelle americana e inglese, a stendere linee guida sui flussi abbondanti. Un problema con importanti riflessi sulla qualità della vita della donna, forti disagi nella vita relazionale, lavorativa ed affettiva" e che "troppo spesso porta all'asportazione dell'utero". L'utilizzo del dispositivo intrauterino, che libera in maniera costante, per 5 anni, una piccola quantità di progestinico, garantisce anche la sicurezza contraccettiva per tutta la sua durata d'uso. "E' un'ottima soluzione - dice l'esperto - anche per quei Paesi in cui vi è un alto tasso di aborti, soprattutto di quelli ripetuti. Il dispositivo può infatti essere inserito immediatamente dopo un'interruzione volontaria di gravidanza e questa rappresenta a nostro avviso un'utile strategia per mettere al sicuro donne che si trovano in una particolare situazione di vulnerabilità. Ogni 8 minuti nel mondo si registra una morte per complicanze legate ad aborti compiuti in condizioni di non sicurezza".


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.:.*.scritto il lunedì, 19 ottobre 2009.*.:. alle ottobre 19, 2009 09:00.*.:.
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.:.*.:.*.Siccomonte 3 e 4 ottobre 2009.*.:.*.:.


Anche quest'anno si è concluso il nostro appuntamento a Siccomonte....
innanzitutto un grosso ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato rendendo questo week end davvero speciale...un grazie a tutte le meravigliose donne presenti e ai loro compagni, ai relatori, a tutti gli organizzatori e ai volontari!
Il nostro percorso è iniziato il sabato con i preziosi consigli della Dott.ssa Marta Fontanesi, specialista in Scienze dell'alimentazione.

Particolarmente toccante è stato l'intervento della Dott.ssa Emanuela Iappini, psicologa che per il secondo anno ha partecipato all'incontro sottolineandone l'importanza. E' stato un incontro carico di "Emozioni e sentimenti" come lo aveva intitolato la Dott.ssa. Poichè è difficile accettare questa malattia, i sentimenti più comuni sono shok, rifiuto, rabbia, delusione e sconforto e spesso finiamo col non vedere in noi le caratteristiche positive che invece abbiamo e che dobbiamo solo avere la pazienza di far emergere perchè come diciamo sempre noi "Noi non siamo la malattia, siamo ben altro!"

La giornata di domenica ha visto invece protagonisti gli esercizi proposti dal Sig. Enzo Antoci, operatore e istruttore Federazione Shiatsu.

 

C'è stato poi l'apprezzatissimo intervento del Dott. Giuseppe Crovini, Direttore Unità operativa di ginecologia Ostetricia dell'Ospedale di Fidenza che oltre a definire esaurientemente la patologia ha anche parlato di terapia (medica e chirurgica) e toccato  la parte sociale legata alla malattia  sottolineando l'importanza di una corretta informazione.

Il week end è stato infine coronato dall'intervento conclusivo della Sig.ra Ester Eloisio, docente di Risorse umane.

Ancora un GRAZIE a tutti!


 



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.:.*.scritto il mercoledì, 07 ottobre 2009.*.:. alle ottobre 07, 2009 17:35.*.:.
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.:.*.:.*.Siccomonte 2009.*.:.*.:.


E' con grande piacere che vi invitiamo a partecipare all'incontro dal titolo:

“Insieme per parlare di endometriosi”  edizione 2009
 

L’incontro si terrà nel corso del week end del 3-4 ottobre 2009 a Siccomonte (Tabiano Bagni -PR-). I relatori che presenzieranno sono persone competenti e molto disponibili. Con loro potremo relazionarci in modo attivo.

Sappiamo che possono esserci delle perplessità nel decidere di trascorrere un week end insieme a persone che non si conoscono.
Vi assicuriamo però che tutti coloro che in passato hanno accolto la sfida di partecipare, ne sono rimasti entusiasti.
Si vivono emozioni molto speciali, difficili da spiegare. Insieme percorreremo il mondo complesso dell’endometriosi in un clima amichevole ed informale.
Ci auguriamo di cuore di avervi con noi, sarebbe un'ottima occasione per conoscerci!
Potete scaricare il programma completo, la scheda di partecipazione e le indicazioni su come raggiungerci sul nostro sito
www.assoendometriosi.it


 



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.:.*.scritto il lunedì, 07 settembre 2009.*.:. alle settembre 07, 2009 11:30.*.:.
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Nella Categoria: eventi, siccomonte






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Ciao a tutte,
mi chiamo Roberta ho 43 anni, a 26 anni è iniziata la mia convivenza consapevole con l'endometriosi.
Una potologia allora decisamente sconosciuta, tanto che per capire bene cosa fosse ho dovuto entrare in internet e andare alla ricerca di risposte esaurienti.
Il sospetto che nel mio addome ci fosse qualche situazione anomala era dovuto a mal di pancia forti, tanto da farmi perdere i sensi, con un dolore acuto che si ripeteva nei giorni dell'ovulazione e al termine del ciclo mestruale.
Così è iniziata la mia ricerca per trovare un medico che mi dicesse cosa si poteva fare  per migliorare la situazione fisica ma anche psicologica.
Allora mi rivolsi ad un ospedale che non prendeva in considerazione l'intervento, ma consigliava una gravidanza come cura ......!!
Inizio' così il periodo piu' deprimente della mia vita, io e mio marito per parecchi mesi ci siamo sottoposti al controllo della temperatura, al monitoraggio dell'ovulazione sino a quando decisi di prendere la pillola perchè lo stress ormai era insopportabile.
Cambiai anche ginecologo, il quale mi opero' immediatamente, intervento che duro' 5 ore, in laparoscopia, seguito da 6 mesi di decapeptyl, altra laparo altro decapeptyl.
Tutto questo mi fece rivivere, ........ duro' poco, la mia endometriosi è "aggressiva" quindi mi vedevo ricoverata di media una volta all'anno, ho subito 13 interventi, alcuni intervallati sempre dal decapeptyl.
Ora sono 5 anni che non subisco alcun intervento, i dolori ci sono, meno forti,vi garantisco che in un certo senso poi si impara a conviverci. Se, e quando sarà mi aspetta un'asportazione di un pezzetto del setto retto vaginale.
Nel 2007 rimasi incinta, ........ da non credere!! Abbiamo urlato di gioia (io, il mio compagno, e il ginecologo), tutto ando' bene fino all'amniocentesi, da li ho iniziato ad avere perdite, sino al giorno (20 novembre) che non ci fu piu' il battito fetale, panico, sgomento, un dolore atroce, tanta rabbia, e quei 5 mesi di incommesurabile gioia finiti nel modo piu' atroce, con un parto indotto, seguito poi da un vuoto incolmabile, la fatica di riprendere poi la vita di tutti i giorni, periodo dove ero viva fuori ma morta dentro. Il bisogno di capire perchè è successo, e la fatica di elaboreare un lutto, la rabbia verso tutto e tutti mi è stata compagna per molto tempo, ora non ho dimenticato, non potrei, MARA è sempre con mè, la ringrazio per le stupende sensazione che mi ha dato in quei 5 mesi, per il senso di appagamento, e per molto altro.
 Ora siamo pronti a riprovare con l'aiuto di una fecondazione assistita (vista la mia età), la paura non manca, anzi, ma il desiderio di ritentare è sicuramente piu' forte.
Auguro a tutte le donne che soffrono per l'endometriosi tanta forza e coraggio.
Un abbraccio Roberta.


.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il lunedì, 31 agosto 2009.*.:. alle agosto 31, 2009 08:59.*.:.
.:.*. Lasciami dei commenti (4).*.:.


Nella Categoria: esperienze






.:.*.:.*.Siccomonte 2009.*.:.*.:.


Ciao a tutti!
E' con grande piacere che vi informiamo che anche quest'anno si sta
avvicinando il nostro appuntamento per il week end di Siccomonte che si
svolgerà nei giorni 3 e 4 ottobre.

Molti di voi sapranno già di cosa parliamo ma per i nuovi arrivati sul nostro
blog ecco la descrizione:

E’ un week end in un bellissimo casolare nella campagna parmense,
finalizzato a:

1- Conoscerci;
2- Rilassarci e staccare per 2 giorni la spina;
3- Ma soprattutto per parlare della malattia tutte insieme in modo diverso
dal solito, guardando ogni aspetto di essa. Interverranno diversi specialisti
tra cui il ginecologo,la psicologa e la nutrizionista.

Presto sarà disponibile il programma sul nostro sito internet
www.assoendometriosi.it

Per vedere le foto del week end del 2008 potete cliccare quì a fianco tra le categorie  "Siccomonte"



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.:.*.scritto il mercoledì, 26 agosto 2009.*.:. alle agosto 26, 2009 14:35.*.:.
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Nella Categoria: eventi






.:.*.:.*.Serata informativa.*.:.*.:.


Buonasera a tutti, venerdì 31 luglio si è svolta a Tizzano Val Parma una serata informativa, quì sotto alcune foto. Un ringraziamento al Dott. Raboni che è stato un ottimo relatore e all'Amministrazione di Tizzano che ha permesso di realizzare la serata.

Le attività dell'Associazione si fermano per....ferie estive, ci ritroviamo a settembre!

Un saluto da tutte noi

 

 



.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il lunedì, 03 agosto 2009.*.:. alle agosto 03, 2009 23:11.*.:.
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Nella Categoria: eventi






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Vi ricordiamo che venerdì 31 luglio a Tizzano Val Parma presso la sala del Centro Paglia in via Aldo Moro si svolgerà una serata informativa che vedrà come relatori il Dott. Stefano Raboni, Dirigente Medico del Dipartimento di Scienze Ostetriche Ginecologiche e di Neonatologia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma e Sonia Fiorini, la nostra Presidente.

 



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.:.*.scritto il lunedì, 27 luglio 2009.*.:. alle luglio 27, 2009 23:11.*.:.
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Nella Categoria: eventi






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22 luglio 2009. L'Istituto tra i partner del protocollo d'intesa per l'avvio di strategie di contrasto alla malattia promosso dal ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. Sartori: "Tutto il nostro capitale di esperienze per la difesa della salute delle donne e la tutela e il benessere della famiglia"

ROMA - Campagne di informazione e sensibilizzazione, promozione della ricerca, un tavolo tecnico per capire a che punto è la normativa in materia di sostegno alle donne: sono gli strumenti che il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha promosso insieme a INAIL e Inps per "dichiarare guerra all'endometriosi". Stamattina a Roma il rappresentante del governo e i presidenti dei due istituti Marco Fabio Sartori e Antonio Mastrapasqua hanno sottoscritto un apposito protocollo in materia. All'intesa partecipano anche la Fondazione italiana endometriosi (Fie) e l'Istituto per gli affari sociali (Ias).

"Oggi accendiamo i riflettori sull'endometriosi, poco conosciuta e sottovalutata, e gli dichiariamo guerra", ha detto Carfagna. "E' una malattia che può rendere un inferno la vita delle donne. Il protocollo mira non solo a far conoscere questa patologia, ma anche a sostenere la ricerca con finanziamenti ad hoc. In questo modo si potrà mettere in atto un'adeguata prevenzione e si potranno individuare nuovi test di diagnostica precoce e nuove cure farmacologiche che riducano i rischi".  Il protocollo (che dura 5 anni) prevede, così, la promozione di campagne di sensibilizzazione, informazione e comunicazione pubblica per stimolare una migliore gestione del problema a casa ma anche, e soprattutto, nei luoghi di lavoro.  Secondo l'intesa odierna l'INAIL e l'Inps si impegnano a svolgere servizi per garantire la sicurezza sociale, la previdenza e l'assistenza.

"Il nostro obiettivo è anche assistere le donne e aiutarle per quanto riguarda il reinserimento nella vita professionale. Per realizzare quanto previsto dal protocollo, sarà costituito presso il ministero per le Pari opportunità un tavolo tecnico", ha concluso Carfagna. "Insomma, vogliamo dare un piccolo contributo affinché tutte le donne affette da questa patologia si sentano meno sole".

"L'INAIL è orgoglioso di sottoscrivere questa intesa e di mettere tutto il proprio capitale di competenze per il contrasto di questa grave patologia, tanto più insidiosa in quanto sottovalutata, e spesso non conosciuta, dalla maggior parte della popolazione. Intenzione dell'Istituto è dare un contributo fondamentale a questa causa e di avviare da subito una stretta sinergia tra i propri medici e quelli dell'Inps", ha commentato Sartori. "L'endometriosi è una malattia terribile che, oltre a causare alle donne dolori insopportabili, spesso provoca infertilità. Proprio per questo l'INAIL sarà in prima fila per contastarla: si tratta di uno sforzo il cui significato, a mio parere, non solo attiene alla fondamentale difesa della salute della donna, ma assume anche il senso sociale più ampio di un'azione per la tutela e il benessere della famiglia".

Fonte: INAIL



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.:.*.scritto il lunedì, 27 luglio 2009.*.:. alle luglio 27, 2009 16:39.*.:.
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Nella Categoria: proposte di legge






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Endometriosi: il ministro Carfagna firma un protocollo per combatterla

 "Oggi accendiamo i riflettori sull'endometriosi e gli dichiariamo guerra. E' una malattia che può rendere un inferno la vita delle donne". Lo ha detto il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, commentando la firma del protocollo d'intesa insieme a Inps, Inail, Istituto per gli affari sociali e Fondazione italiana endometriosi. "Una sinergia istituzionale di alto livello - ha spiegato il Ministro - per mettere in campo tutte le azioni necessarie ad aiutare le donne che soffrono di questa malattia, con pesanti risvolti sulla vita privata, lavorativa e sociale".

L'intesa mira a far conoscere questa patologia di genere - malattia invalidante, associata a forti dolori e causa di infertilità, ma ancora sottovalutata - attraverso campagne di sensibilizzazione, che puntano a diffondere una presa di coscienza dei problemi che l'endometriosi può avere nella vita delle donne, e a favorire la prevenzione e la diagnosi precoce. Previste, inoltre, l'istituzione di un tavolo tecnico presso il Dipartimento per le Pari Opportunità e il supporto alla ricerca scientifica, con l'obiettivo di individuare nuovi test diagnostici e cure farmacologiche efficaci, che permettano di ridurre la sofferenza delle pazienti e i costi della malattia.


In Italia le donne affette da endometriosi sono tre milioni, ossia il "30% delle donne italiane in età fertile'', ha precisato il Ministro, con una spesa annua di circa 200 milioni di euro per il Servizio sanitario nazionale. La maggior parte di loro - 3 su 4 - denuncia di sentirsi discriminata sul luogo di lavoro, costretta a nascondere la malattia, penalizzata nella carriera e nelle relazioni con superiori e colleghi, fino ad essere messa in condizioni di licenziarsi.

"Il nostro obiettivo - ha proseguito Carfagna - è anche quello di assistere le donne e aiutarle nel reinserimento nella vita professionale", stimolando con le azioni di informazione e comunicazione una migliore gestione del problema a casa, ma soprattutto nei luoghi di lavoro. Sarà cura di Inail e Inps, secondo quanto disposto dal protocollo, garantire la sicurezza sociale, la previdenza e l'assistenza delle pazienti. "Vogliamo dare un piccolo contributo - ha concluso il Ministro - affinché tutte le donne affette da questa patologia si sentano meno sole".

 

Fonte: Ministero delle pari opportunità



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.:.*.scritto il giovedì, 23 luglio 2009.*.:. alle luglio 23, 2009 12:35.*.:.
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Nella Categoria: proposte di legge, che cosa è l endometriosi






.:.*.:.*.Esperienze.*.:.*.:.


Ho deciso di scrivere per raccontare un pezzettino di me e per sfogarmi un pochino nella certezza di essere capita perchè siamo tutte nella stessa situazione..

ho 22 anni e da quando ho avuto le prime mestruazioni sono sempre stata malissimo..ero in cura da una ginecologa che non è mai andata a fondo del problema e intanto io peggioravo fino a non alzarmi piu dal letto..informandomi da sola in internet avevo gia dato un nome nella mia mente a tutto questo e gliel'avevo persino chiesto ma lei niente diceva che non era nulla di tutto cio e mi ha mandata da una gastroenterologa..sindrome dell intestino irritabile..l'estate scorta sono arrivata all'apice dei dolori il ciclo mi durava tre settimane e non facevo altro che svenire e non alzarmi piu e avere grossi problemi intestinali..mi sono decisa finalmente a prendere coraggio e cambiare ginecologo..prima visita fatta diagnosi:endometriosi avanzata..dentro di me lo sapevo gia..ma è stata comunque una bella doccia fredda..ho fatto tre mesi di decapeptyl e pillola continuativa in vista di un operazione..adesso mi ha mandata da un altro professore molto bravo che sarà colui che tra pochi mesi mi opererà..con la pillola l'ovaia destra è piu o meno sana..la sinistra invece ha cisti che si sono ridimensionate ma sono comunque molte e presenti e ho un nodulo di 4 cm nel setto retto vaginale(che spiega tutti i miei dolori e problemi intestinali) piu aderenze varie che però si vedranno solo in laparoscopia..qualche settimana fa mi hanno fatto sospendere la pillola per una settimana perche il mio corpo a quanto pare non ne poteva piu e nonostante la pillola continuativa aveva deciso di farmi venire il ciclo quindi il medico mi ha detto di sospenderla e poi riprenderla (una piu forte) dopo una settimana; in quella settimana sono sprofondata ai dolori dei vecchi tempi..sono finita al pronto soccorso e sono stata davvero malissimo..solo all'idea di poter stare ancora cosi male mi sento male..mi hanno fatto fare un clisma con doppio metodo di contrasto(esame orrendo) e per fortuna sembrerebbe che il nodulo sia appoggiato alla parete intestinale ma non sia entrato dentro nell intestino..però comunque non possono escludere di dover toglierne un pezzo durante l'operazione nel caso in cui sia penetrato a fondo nella membrana..
la cosa che mi spaventa di piu non è l'operazione in sè, ma quello che mi diranno dopo quando sarò sveglia..e il punto di domanda sulla fertilità che accomuna tutte noi perchè avere un bimbo è la cosa che piu voglio al mondo..e non passa giorno senza che ci penso..
inoltre sono preoccupata per il lavoro perche purtoppo ho fatto un sacco di malattie e sto raggiungendo il limite dei giorni possibili..e con l'operazione davanti dovrò assentarmi ancora..convivo e non posso permettermi di perdere il lavoro anche perche oggi come oggi dove lo ritrovo un altro tempo indeterminato?
mi mancano 4 esami alla laurea e essendo stata cosi male ho perso questa sessione quindi dovrò rimandare ancora e andare fuori corso di due anni alla fine anzichè di uno..
insomma ho tanti pensieri per la testa, tanta paura e in alcuni giorni anche tanto sconforto..e anche se adesso sto prendendo la pillola continuativa i problemi non sono scomparsi i disturbi ci sono sempre..e si aggiungono anche gli effetti collaterali degli ormoni che non sono affatto secondari..a livello fisico e psicologico non è facile..
scusate lo sfogo..ma ne avevo bisogno..ringrazio chiunque di voi sia arrivato a leggere fin qui..
un bacio a tutte ragazze..


.:.*.soniaje 's dream .*.:.
.:.*.scritto il martedì, 21 luglio 2009.*.:. alle luglio 21, 2009 10:37.*.:.
.:.*. Lasciami dei commenti (11).*.:.


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